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Politica

Maroni porta la protesta dei sindaci bergamaschi a Letta

Di Redazione20 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Maroni porta la protesta dei sindaci bergamaschi a Letta
Roberto Maroni

BERGAMO — “Il Governo si impegni a cancellare il Patto di stabilità, per consentire ai sindaci virtuosi e ai Comuni che hanno le risorse di poterle spendere per investimenti”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che, oggi, ha incontrato una delegazione di primi cittadini e consiglieri regionali in rappresentanza degli oltre 200 fra borgomastri e amministratori che lo scorso 9 novembre hanno partecipato a una manifestazione, a Bergamo, contro il Patto di stabilità.

Il governatore ha fatto sapere che, domani, in occasione dell’incontro che avrà con Enrico Letta a Milano, gli porterà “il documento approvato dall’assemblea dei sindaci due settimane fa a Bergamo, dove viene chiesto con molta chiarezza di intervenire subito sui vincoli imposti dalla Ue”.

“E’ una posizione – ha ribadito Maroni – che condivido pienamente e, come Regione, in aggiunta a quanto avanzato dai sindaci, chiederò a Palazzo Chigi di dare attuazione a una norma già approvata e contenuta nella Legge di stabilità 2012, che prevede la regionalizzazione del Patto di stabilità”.

La Lombardia, ha proseguito il presidente, “è pronta a fare una sperimentazione. La riforma del patto può iniziare già a gennaio dell’anno prossimo. Basta che il governo lo voglia ed entro la fine di novembre emani quei decreti previsti dalla legge che ci consentono di partire. E’ una richiesta che ho già fatto al ministro Graziano Delrio e che domani rinnoverò al presidente del consiglio. Qui davvero volere è potere: se il governo vuole, non c’è bisogno di fare una nuova legge, ma basta fare i decreti attuativi di una norma già in essere”.

“Così – ha concluso Maroni – da gennaio la Lombardia potrebbe negoziare il Patto di stabilità regionale con il governo e poi, al proprio interno, applicare quei criteri di virtuosità e flessibilità che i Comuni chiedono”.

Unanime il giudizio dei sindaci sulla necessità di procedere in questa direzione. Il Patto di stabilità, fa notare Gianfranco Masper, sindaco di Treviolo, non ha più alcuna logica e rischia solo di bloccare l’attività dei Comuni. “Inoltre – ha sottolineato – questi vincoli hanno un effetto recessivo sull’economia, mentre è storicamente provato che dalla crisi si esce facendo ripartire l’economia”.

Della stessa opinione anche il primo cittadino di Albino, Luca Carrara: “Ormai – ha detto – è davvero difficile dare risposte al territorio e persino affrontare le emergenze”. “Dopo la manifestazione del 9 novembre – ha raccontato – ho partecipato a un’assemblea pubblica nella mia città e, da parte di tutti, è emersa la richiesta forte che le Istituzioni si facciano carico di affrontare la situazione”. “Per noi aver sollevato la questione – ha proseguito – è un modo per rendere evidente il fatto che, così, gli amministratori locali non riescono a lavorare. L’attenzione della Regione è un primo passo importante, ora speriamo che anche il Governo capisca che qualcosa deve essere assolutamente fatto”.

Anche secondo il sindaco di Castelli Calepio Flavio Bizzoni “il Patto di stabilità è ormai insostenibile”. “Noi – ha affermato – chiediamo che si esca da quella logica perversa che porta la Stato a considerare i Comuni come un problema. Le Amministrazioni locali, al contrario, sono una risorsa, sono l’istituzione più vicina alla gente e possono essere un volano per il rilancio dell’economia”. “Va ridefinito anche sotto il profilo economico – ha concluso – un rapporto più corretto fra Stato e Amministrazioni locali, dove i Comuni siano considerati un motore per lo sviluppo e le riforme”.

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