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Bergamo

Liberate i nostri attivisti: Greenpeace manifesta a Bergamo

Di Redazione16 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Liberate i nostri attivisti: Greenpeace manifesta a Bergamo
Gli attivisti di Greenpeace a Bergamo

BERGAMO — Manifestazione di Greenpeace questa mattina a Bergamo. I militanti dell’associazione ecologista sono scesi nelle piazze di tutta Italia per chiedere ai sindaci di esprimere la propria solidarietà verso Cristian d’Alessandro e gli altri attivisti di Greenpeace detenuti in Russia.

Questa mattina i volontari del gruppo bergamasco si sono recati davanti agli uffici comunali di Bergamo per ringraziare il sindaco Tentorio per aver aderito all’appello promosso dall’organizzazione per raccogliere il sostegno dei municipi italiani.

Da 59 giorni, gli attivisti di Greenpeace e due giornalisti freelance, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro, sono imprigionati in Russia con le accuse di vandalismo e pirateria. Dopo una protesta pacifica contro le trivellazioni petrolifere nell’Artico, la nave di Greenpeace Arctic Sunrise è stata sequestrata e le 30 persone a bordo sono state incarcerate. Ora i 30 rischiano fino a 15 anni di carcere.

Gli attivisti di Greenpeace a Bergamo

Gli attivisti di Greenpeace a Bergamo

“Chiediamo ai sindaci di prendere posizione a favore dell’attivismo nonviolento e contro le trivellazioni nell’Artico. Greenpeace ha già raccolto in tutto il mondo la solidarietà di personalità come Desmond Tutu, Aung San Suu Kyi, Paul Mc Cartney e, in Italia, Dario Fo e 139 parlamentari” hanno spiegato gli organizzatori della manifestazione.

“Ringraziamo il sindaco di Bergamo per il suo sostegno e speriamo in un sempre più largo appoggio da parte delle istituzioni. In particolare, speriamo che anche il premier Enrico Letta intervenga in merito e si esprima a sostegno di Cristian e di tutti gli Arctic30”.

“Greenpeace chiede l’immediato rilascio delle persone detenute in Russia, recluse per aver protestato pacificamente al fine di proteggere l’Artico dalle trivellazioni che minacciano questo fragile ecosistema con possibili conseguenze disastrose per tutto il Pianeta. I membri di Greenpeace avevano il diritto di denunciare questo fatto per il bene dei nostri figli e nipoti” concludono.

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