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Recensione: “Percorsi” di Serenella Oprandi

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Recensione: “Percorsi” di Serenella Oprandi
Un acquerello di Serenella Oprandi

Il colore dilatandosi si fonde ad altri toni, emerge dalla tela scintillando, creando sottili velature o energici movimenti: è il mezzo pittorico al quale l’artista concede spazio, centrando appieno il suo obiettivo ovvero quello di trasmettere emozioni. Questo è ciò che si coglie attraverso i “Percorsi” di Serenella Oprandi, esposizione visitabile alla Sala Agazzi dell’Associazione Artigiani di Bergamo, allestita in occasione della rassegna “Arte e Artigianato” dove resterà aperta fino al 30 di novembre.

L’artista offre un’opportunità unica per poter ammirare un compendio della sua produzione artistica ventennale proponendo alla visione del pubblico sia percorsi di ricerca che di sperimentazione tecnica e, in aggiunta, delle vie più intimamente personali percorse durante la sua carriera.

La mostra suddivisa in piccole sezioni, racchiude opere che vanno dal piccolo formato degli esordi, fino alle opere di grandi dimensioni degli ultimi anni. Nell’ arco della sua esperienza artistica Serenella Oprandi ha affrontato molteplici tematiche, tra le quali emerge la sua preferenza per la rappresentazione del paesaggio e dei soggetti naturali, affrontate con l’utilizzo di diverse tecniche ma tutte accomunate da una forte espressività.

Il percorso espositivo si snoda partendo dai lavori giovanili, esposti per la prima volta, dipinti ad olio di piccole dimensioni nei quali la natura si manifesta con carattere mutevole, donando suggestioni cariche di significati simbolici.

Si procede con una serie di dipinti frutto delle prime sperimentazioni della tecnica dell’acquerello, come nell’opera “Riflessi”, che dà il nome all’intera sezione. Gli effetti luministici e la dissolvenza del colore raccontano una giornata di foschia vissuta dall’ artista sui colli di Bergamo, che riesce a fissare sulla tela un attimo fuggevole del proprio sentire la natura.

Opere di grandi dimensioni affrontano la tematica del paesaggio, alcune realizzate con una resa materica della superficie ottenuta sfruttando la tecnica del gouache, altre della collezione Bergamo e dintorni, riportano sulla tela scorci della città e della provincia, restituendo all’ osservatore una tavolozza di colori che crea un’atmosfera coinvolgente.

In mostra sono presenti alcune opere nelle quali la frutta e gli ortaggi diventano soggetti privilegiati di una ricerca volta a trasferire sulla tela sensazioni gustative ed olfattive.

All’interno della sua ricerca artistica trova spazio anche una riflessione sul tema della maternità, interpretato dall’artista con una sensibilità ed un linguaggio espressivo intenso.

Le opere dedicate al tango, realizzate a grandezza naturale, invitano l’osservatore a lasciarsi trasportare dalla musicalità evocata dal ballo argentino, attraverso un alternanza tra affezione e voluttà, manifeste in “Sguardi”, opera nella quale la coppia si abbandona completamente con slancio alla danza in modo appassionato. Chiudono l’esposizione alcuni lavori della collezione “Film”, autobiografia pittorica dell’artista che l’ha impegnata negli anni più recenti, in una sintesi della trama della propria vita appunto come fosse un film.

Camminando tra le opere si intuisce immediatamente la volontà della pittrice di affidare incondizionatamente i propri pensieri alla pittura, dimostrando la predilezione per la vivacità del colore che è vita.

Alessia Codazzi

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