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Salute

Ginecologi: specialisti a rischio estinzione

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Ginecologi: specialisti a rischio estinzione
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Gli specialisti in ostetricia e ginecologia sono a rischio estinzione a causa del “contenzioso medico-legale, con i suoi risvolti assicurativi, che rischiano di mettere in serio pericolo il futuro dei giovani che intraprendono la professione, e al contempo, la salvaguardia della salute della donna e del nascituro”.

La denuncia arriva a margine del congresso nazionale, in corso a Roma, della Federazione italiana di ostetricia e ginecologia italiana di ostetricia e ginecologia (Fiog) in una nota ufficiale a firma del presidente Francesco Maneschi.

Maneschi sottolinea che “il decreto Balduzzi aveva indicato il 12 agosto come data per l’assicurazione professionale obbligatoria per tutti i medici. Il termine è stato rinviato di un anno proprio per le difficoltà di reperire sul mercato polizze affidabili e a prezzi sostenibili. Oggi una modica polizza Rc professionale per un ostetrico-ginecologo oscilla tra i 12.000 e i 15.000 euro l’anno e offre garanzie limitate. Questo prezzo è inaccessibile per i giovani neospecialisti, ed è difficilmente sostenibile per gli attuali stipendi. Da non sottovalutare che l’esperienza ci insegna che l’obbligo di assicurazione del professionista, intervento virtuoso in linea di principio, corre il rischio di contribuire all’aumento del contenzioso perchè rassicura oltremodo il soggetto che ritiene di aver subito un danno, rispetto alla certezza del risarcimento”.

“Noi per primi, auspicavamo che l’obbligo di assicurazione – continua il presidente Fiog – potesse agire come calmiere del mercato assicurativo. Di fatto ciò non è avvenuto. Pertanto, vogliamo denunciare ancora una volta l’attuale situazione che conduce a praticare la medicina difensiva, induce i medici a ritirarsi dal servizio e fa vivere la professione con disagio e paura. È noto che gli errori in medicina nell’80% dei casi sono dovuti a motivi organizzativi e nel 20% al singolo operatore. Appare così singolare che i nostri Governi vogliano scaricare interamente sui medici il costo del contenzioso, è come se l’autista dell’autobus fosse personalmente assicurato e non la società dei trasporti. Oggi le strutture sanitarie pubbliche e private non hanno l’obbligo di assicurarsi”.

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