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Bergamo

Sindacati: venerdì sciopero e corteo a Bergamo

Di Redazione13 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Sindacati: venerdì sciopero e corteo a Bergamo
Sciopero

BERGAMO — Lo hanno sottolineato più volte i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Bergamo: quello proclamato per 4 ore venerdì 15 novembre sarà uno sciopero contro la Legge di Stabilità presentata dal governo, un provvedimento “timido” che “non realizza quella svolta nella politica economica necessaria al Paese per uscire dalla recessione e tornare a crescere”.

La mobilitazione che i sindacati confederali hanno proclamato unitariamente a livello nazionale con un’articolazione territoriale (cioè non in tutt’Italia si svolgerà il 15) è, dunque, un forte atto di critica alla legge di Stabilità ma anche una richiesta chiara a Governo e Parlamento affinché rifinanzino subito la Cassa integrazione e diano certezze ai lavoratori esodati.

A Bergamo venerdì mattina si terrà una manifestazione con ritrovo alle ore 10.00 nel piazzale della stazione. Un comizio si svolgerà, poi, in piazza Vittorio Veneto. Interverranno Marco Tullio Cicerone, segretario generale della Uil di Bergamo, e Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil provinciale. A seguire parlerà un delegato sindacale. Le conclusioni saranno affidate a Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl nazionale.

Per tutti i lavoratori la mobilitazione è prevista per le prime 4 ore del lavoro a giornata oppure per le ultime 4 ore per chi fa i turni.
Per i lavoratori della scuola e degli asili nido, braccia incrociate la prima ora di lezione, mentre per quelli del trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano lo sciopero si svolgerà dalle ore 17.00 alle ore 21.00 (personale viaggiante, autobus di linea e funicolari), le prime 4 ore del turno (impiegati e impianti fissi). Per i lavoratori ferroviari di Trenord l’astensione sarà dalle ore 10.00 alle ore 14.00 (tutta Lombardia), mentre per Net (bus Milano-Bergamo) si svolgerà dalle ore 18.00 alle ore 22.00.

“È indispensabile una decisa modifica della Legge di Stabilità che finalmente preveda meno tasse a lavoratori e pensionati, la rivalutazione delle pensioni, una certezza alla stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni, il riconoscimento, attraverso il contratto nazionale, delle professionalità dei dipendenti pubblici” dice il testo rivendicativo con cui le tre sigle sindacali invitano i lavoratori a scioperare.

“Queste misure – dicono ancora i sindacalisti – possono essere concretamente finanziate attraverso l’obbligatorietà dei costi standard per le amministrazioni centrali e locali; la riduzione drastica del numero delle società pubbliche e degli enti inutili; la valorizzazione del patrimonio dello Stato; l’armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie alla media europea; la destinazione automatica delle risorse derivanti dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale, per la riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati”.

“A Bergamo – aggiungono – il numero delle imprese attive è diminuito, per la prima volta dopo oltre 10 anni, con saldi negativi nei settori dell’edilizia, del commercio e della manifattura. Dal 2008 ad oggi l’occupazione è calata di oltre 13.000 unità facendo innalzare il tasso di disoccupazione dal 3 al 7 per cento. Tra i tanti casi che hanno comportato la chiusura di singoli reparti o addirittura di intere aziende, sono state coinvolte tantissime piccole e medie imprese ma anche alcune imprese medio-grandi tra le più significative del nostro territorio con un pesante impatto sulla struttura economico/produttiva e sul versante sociale. La situazione è ulteriormente aggravata dalla crisi pesantissima che sta coinvolgendo il settore delle costruzioni, storicamente punto di forza del sistema economico bergamasco, settore che negli ultimi due anni ha registrato un calo verticale dei volumi prodotti e la diminuzione di oltre il 20 per cento di addetti con il rischio reale di una destrutturazione del settore nel suo complesso e con l’aggravante dell’incremento di partite Iva e lavoro nero”.

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