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Bergamo

Tabaccai: protesta contro il contrabbando

Di Redazione11 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Tabaccai: protesta contro il contrabbando
Una tabaccheria

BERGAMO — “Aderiamo convintamente alla giornata nazionqle di mobilitazione sulla contraffazione e sull’abusivismo commerciale perché noi rivenditori di generi di monopolio siamo tra le categorie più colpite da tali illeciti. Non è certo leggenda, infatti, che il contrabbando sia un fenomeno che riguarda principalmente noi tabaccai, legato com’è ad un prodotto sottoposto a particolari meccanismi di tassazione”. Lo scrive in un comunicato stampa la Fit (Federazione tabaccai italiani) di Bergamo.

“Il mercato illegale del tabacco – spiega il presidente nazionale Giovanni Risso – non solo sto riprendendo piede in maniero allarmante ma, come se non bastasse, si sta trasformondo, ampliandosi di pari passo con i conftni comunitari e adattandosi olla globalizzazione dei rapporti commerciali”.

La gravità del fenomeno è dimostrata dai fatti: in generale, il mercato del tabacco nell’ultimo anno ha registrato una contrazione dell’80 per cento. Su questo valore si stima che il fenomeno delle vendite illegali pesi di circa il 50 per cento. Ciò significa che la quota del mercato illegale dei tabacchi potrebbe attestarsi, se non superare, il 40 per cento delle vendite legali.

“Insomma – insiste il presidente della Fit – noi tabaccai siamo sempre più preoccupati. E dovrebbe esserlo anche lo Stato, perché le nostre mancate vendite equivalgono a minori entrate fiscali, o completo vantaggio della criminalità organizzata”.

Secondo i dati diffusi, “i tabacchi commercializzati fuori dal circuito delle nostre rivendite sfuggono ad ogni controllo da parte dello Stato, sono un favore alla criminalità organizzata, fanno perdere decine di milioni di euro di entrate allo Stato ogni anno, con evidente ripercussioni per la collettività. In molti casi sono anche contraffati e quindi prodotti arbitrariamente da soggetti non autorizzati, in violazione dei necessari standard di sicurezza e in condizioni igieniche assolutamente incontrollate”.

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