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Il Satellite Goce è precipitato: mistero sull’impatto

Di Redazione9 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

E' rientrato nell'atmosfera alla 1 e si è disintegrato senza provocare danni

Il Satellite Goce è precipitato: mistero sull’impatto
Il satellite Goce in caduta sulla Terra

updatedROMA — Nonostante tutti i timori, è andato tutto per il meglio. Il satellite Goce dell’Esa (Ente spaziale europeo) si è disintegrato nell’atmosfera e i pezzi restanti sono finiti probabilmente in mare.

Il satellite è rientrato nell’atmosfera alle 1,00 e si è disintegrato senza provocare danni. Lo ha dichiarato l’Agenzia Spaziale Europea.

Il tempo preciso e il luogo del rientro non sono chiari. L’Esa indica che l’orbita percorsa al momento del rientro ha attraversato la Siberia, l’Oceano Pacifico occidentale, l’Oceano Indiano orientale e l’Antartide.

Ieri pomeriggio la Protezione civile aveva spiegato che per l’Italia i rischi erano molto ridotti e i detriti del satellite non sarebbero caduti sul nostro paese.

La finestra di previsione era stata nuovamente spostata in avanti rispetto alle precedenti comunicazioni, aprendosi alle 10 di oggi e chiudendosi alle 9.35 di lunedì 11.

C’erano possibilità, seppur remote, che pezzi del satellite Goce dell’Esa, finissero per colpire anche l’Italia. Tanto che la Protezione civile aveva consigliato di ripararsi in luoghi chiusi.

Le previsioni degli esperti, ovvero che dispositivo spaziale potesse cadere nei giorni scorsi si sono rivelate sbagliate. Goce Ha mantenuto bene la sua orbita e solo la scorsa notte ha cominciato la discesa. Il satellite pesava è una tonnellata. A contatto con l’atmosfera terrestre si è disintegrato, ma pezzi di un certa consistenza, fino a 100 chilogrammi sono caduti sulla Terra, in luoghi probabilmente remoti.

La Protezione civile aveva indicato come finestre temporali quelle che vanno dalle 19.44 alle 20.24 sempre di domenica interessando potenzialmente i territori di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna; dalle 7.48 alle 8.28 di lunedì 11 novembre.

La Protezione civile riteva “possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione qualora si trovi, nel corso degli intervalli temporali di interesse per l’Italia, nei territori potenzialmente esposti all’impatto”.

“E’ poco probabile – spiega ancora la Protezione civile che monitorava la traiettoria del satellite insieme a un centrale interforze che comprende anche l’Esa (Ente spaziale europeo) e l’Asi (Agenzia spaziale italiana), oltre che i vari enti del volo nazionale – che i frammenti causino il crollo di strutture”.

“Per questo sono da scegliere luoghi chiusi; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell`eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi)”.

Secondo la Protezione civile, in ogni caso, “non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi”.

Goce, impattando in atmosfera, avrebbe dovuto perdere gran parte della sua massa (60-70 per cento), ma i suoi detriti avrebbero potuto pericolosamente colpire la Terra causando guai anche per gli esseri umani. Le probabilità che un frammento più o meno grande del satellite colpisca una persona erano di una su diecimila.

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