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Come (non) funziona il sistema sanitario

Di Redazione7 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Come (non) funziona il sistema sanitario
Scuola guida

Sono rientrato stasera da un congresso tenutosi a Parma che ha avuto come argomento principale la “perimetria computerizzata”, uno degli esami cardine da effettuare in ambito oculistico, per la diagnosi di glaucoma (aumento della pressione endoculare), malattia infida, perché spesso asintomatica, che, se non diagnosticata in tempo, e solo l’oculista lo può fare, porta alla cecità.

Qualcuno dirà: “Mi fa piacere che un medico si mantenga aggiornato. Ma, a me, cosa interessa?”. Giusta osservazione, l’aggiornamento è un dovere per la classe medica che, comunque, lo fa anche nell’interesse dei pazienti, ma resta pur sempre un scelta personale. Però, nelle prime sessioni del congresso, si è parlato dell’oculistica nella medicina legale. Inevitabile, quindi, ascoltare relazioni circa l’idoneità alla patente di guida.

Nessuno mi può contraddire se affermo che questo è un argomento che riguarda la maggioranza degli italiani. Giusto? Bene, tra i relatori, un alto funzionario medico della Polizia di Stato ha parlato della commissione medica locale, la cui funzione è quella di stabilire se una persona con particolari patologie sia idonea o meno alla guida di auto o motoveicoli.

La visita che normalmente viene eseguita, in genere in un’autoscuola, viene fatta dal medico monocratico,che non è un oculista (qualcuno magari non lo sapeva) ma ha la facoltà di rilasciare un certificato, attestante l’idoneità visiva necessaria alla conduzione dei veicoli.

All’obiezione sul motivo per cui la visita oculistica per la patente non venga fatta dallo specialista, il medico funzionario ha asserito che il nostro Sistema sanitario non sarebbe in grado di fare fronte all’esorbitante numero di richieste, facendo capire che lo Stato dovrebbe essere obbligato a dare, con l’esigua richiesta di un ticket, la possibilità o meno ad una persona, di condurre un’ auto. Ma fino a prova contraria, l’esigenza di avere la patente è qualcosa di personale, quindi perché il Sistema sanitario se ne dovrebbe fare carico?

Circa due anni fa la Regione Lombardia ha emanato una direttiva secondo la quale la visita per avere l’idoneità alla patente, qualora il medico monocratico riscontri dei deficit visivi che ne impediscono il rilascio, debba essere eseguita in regime di libera professione, cioè in privato. E già questo ci porta a mettere in dubbio la validità della “visita oculistica” effettuata all’interno della scuola guida, perché, se ci sono problemi, il”patentando” è inviato dallo specialista.

In sede di congresso, poi, ho saputo da colleghi veneti e laziali che nella loro regione,il Sistema sanitario fornisce la visita oculistica dallo specialista, fruendo del SSN. Mi chiedo perché, per una situazione di ordine nazionale, che comunque rientra nelle scelte personali, perché di questo si tratta, le normative siano così difformi, da regione a regione.

Proprio vero che l’ Italia è troppo lunga, per cui non si arriverà mai a scelte uniformi. Ma, in questo caso, lo Stato ci mette molto del suo. Pensiamo a quante cose non si potrebbero fare senza la patente ma pensiamo anche a quante cose si possono invece fare se ne siamo in possesso. L’organo della vista è indubbiamente un importantissimo organo di senso, nel caso
della patente il più importante in assoluto. Facciamo in modo che venga valutato nel modo idoneo da medici che conoscono la materia, al di là di normative burocratiche che ,spesso, non rispecchiano le realtà cliniche di chi vuole avere la patente.

Ci sono tanti giovani oculisti ” a spasso ” perché, grazie al blocco delle assunzioni, non riescono ad entrare in ospedale o che, magari, fanno anni di volontariato in qualche clinica universitaria, nella speranza di qualcosa che non arriverà mai. Credo che, per non dovere restare dipendenti dai genitori e sentirsi chiamare da qualcuno” bamboccioni” o, da qualcun altro(a) “schizzinosi”, sarebbero ben felici di poter iniziare a guadagnare qualcosa esercitando la propria professione, anche solo in una scuola guida.

Pensiamoci, per favore.

Giorgio Giannitti

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