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Treviglio

Treni: Treviglio e Bassa senza collegamenti col Veneto

Di Redazione2 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

La guerra dei treni fra Veneto e Lombardia rischia di costare cara alla Bergamasca. Legambiente prende posizione

Treni: Treviglio e Bassa senza collegamenti col Veneto
Continua la guerra dei treni fra Veneto e Lombardia

TREVIGLIO — La disputa fra Veneto e Lombardia sui collegamenti ferroviari sta suscitando un vespaio di polemiche e rischia di penalizzare e creare, come già reso noto da Bergamosera in un articolo precedente su seganalazione di Patrizia Siliprandi del movimento “Uniti per cambiare”, forti disagi ai viaggiatori della Bassa Bergamasca. Ora Legambiente prende posizione.

“Giovedi scorso in Regione l’assessore Maurizio del Tenno ha offerto ai pendolari una soluzione inadeguata per gli oltre 10mila utilizzatori giornalieri degli 8 treni interregionali della Milano-Venezia. Il contro piano lombardo ai tagli della regione Veneto non soddisfa per i seguenti motivi” spiega Dario Balotta, responsabile trasporti dell’associazione ambientalista in Lombardia.

“I treni non arriveranno più a Venezia, si attesteranno a Verona, costringendo al trasbordo senza coincidenze garantite e, in alcuni casi, arriveranno solo fino a Brescia. Due corse di rinforzo giornaliere verranno soppresse, il treno 10616 che parte alle 6,04 da Brescia per Milano Porta Garibaldi e il 10639 da Milano a Porta Garibaldi delle 19,06”.

“Si tratta di un accorgimento necessario che richiederà ai pendolari di prendere il treno prima o quello successivo, dicono in Regione. Ma la verità è che le già pessime condizioni di viaggio peggioreranno. Per evitare il trasbordo a Verona e l’allungamento dei tempi di viaggio i pendolari saranno costretti a servirsi delle frecce rosse, ciò significa però il raddoppio delle tariffe per i ben 4 mila pendolari giornalieri che passano il confine delle due regioni”, continua Balotta.

“Le utenze di Treviglio, Calcio, Romano di lombardia, Chiari e Rovato non avranno più collegamenti diretti con il Veneto. Se si è messa una pezza sulle brevi distanze sulle lunghe i disagi sono evidenti. Questi treni erano pieni nei giorni feriali e lo erano anche di turisti e visitatori nei giorni festivi. Turisti che, oltre a pagare di più non potranno portare le biciclette in treno visto che sono vietate sulle Frecce. La Regione ha lamentato un costo di circa di 2,5 milioni l’anno per adottare questa inadeguata soluzione”.

“È incredibile che Trenord con un fatturato annuo di 800 milioni di euro non abbia le risorse per gestire una delle tratte più trafficate d’Italia. Non solo con questa mezza soluzione aumenteranno i disagi, ma c’è il rischio che una fetta d’utenza sia costretta a tornare all’uso dell’automobile per recarsi al lavoro”, prosegue Balotta.

“Se le due regioni non vogliono più effettuare questo servizio anziché adottare questa soluzione di ripiego possono mettere in gara questo lotto di 8 treni utilizzando una consolidata prassi Europea, dove i servizi ferroviari sono migliori ma hanno dei costi industriali inferiori rispetto alla gestione monopolistica italiana. Si risparmierebbero anche 2,5 milioni perché questi collegamenti si ripagherebbero da soli”, conclude il responsabile trasporti Legambiente della Lombardia.

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