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Economia

Arriva la Tari, tassa ammazza commercianti

Di Redazione2 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Secondo Confcommercio la nuova tassa rifiuti sarà un salasso senza precedenti. Un'attività di 100 mq pagherà 3000 euro

Arriva la Tari, tassa ammazza commercianti
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MILANO — Se le stime di Confcommercio sono esatte, il prossimo anno sulle imprese e gli esercizi commerciali si abbatterà un vera e propria stangata che prende il nome di Tire, nuova tassa sui rifiuti.

Secondo quanto ha calcolato l’associazione dei commercianti, il tributo che ha preso il posto della Tares costerà 6 volte tanto la tassa precedente. Uno sproposito, peraltro “del tutto ingiustificato” fa notare Confcommercio.

Ebbene, facciamo qualche esempio. Con la Tari, la nuova tariffa sui rifiuti, l’aumento medio dei costi nel 2014 sarà pari al 290 per cento ma per alcune tipologie di impresa sarà ancora più salato. Per un bar, l’aumento sarà di oltre il 300 per cento, per un ristorante il 480 per cento, fino ad arrivare ad oltre il 600 per cento per l’ortofrutta (+650 per cento) e le discoteche (+680 per cento).

La maggiorazione sarà di circa sei volte per i ristoranti, le trattorie e le pizzerie (+482 per cento): la spesa annua tutto compreso, calcolata per un’attività con una superficie media di 200 mq, passerà così da 802 euro a 4.674 euro.

Dall’analisi di Confcommercio emerge, in particolare, che per ortofrutta, pescherie, fiori e pizza al taglio (con superficie media di 100 mq) la spesa annua complessiva determinata dall’applicazione della Tari, dal prossimo primo gennaio, determinerà un passaggio da 401,35 euro a 3.008 euro.

Per discoteche e night club (superficie media 200 mq) si passerà da 558 euro a 4.373 euro. Invece per bar, caffè e pasticceria l’incremento si attesterà al 314 per cento.

Per supermercati, macellerie e generi alimentari l’aumento sarà del 188 per cento. Per alberghi senza ristorante 118. Per campeggi, benzinai e impianti sportivi dell’89. Per edicole, farmacie e tabacchi 77. Per negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie e ferramenta al 46.

Costi che ovviamente dovranno essere smaltiti sulla clientela. Il che significa aumento dei prezzi e diminuzione dei clienti. Ovvero de profundis sulle imprese di commercio italiane.

Carlo Scotti-Foglieni

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