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Giacomo Stucchi

Saccomanni recordman di critiche

Di Giacomo Stucchi31 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Saccomanni recordman di critiche
Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni

La stabilità politica invocata dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, è di certo condivisibile ma non può in alcun modo tradursi in un imperativo categorico a prescindere dall’azione di governo.

In altre parole, che l’assenza di fibrillazioni politiche sia auspicabile per “assicurare continuità all’azione di governo e sostenere la fiducia dei mercati nella capacità di ripresa dell’economia”, come ha ricordato il titolare di Via XX Settembre in occasione della Giornata mondiale del risparmio, non è un fatto in discussione. Ma se il governo utilizza la stabilità politica per tergiversare, o peggio per tartassare i cittadini, allora tutto cambia, e la stessa permanenza in carica di un siffatto esecutivo può avere l’effetto di un boomerang.

Sulla legge di Stabilità varata dal governo, per esempio, non si può certo rimanere indifferenti rispetto alle perplessità espresse dalla Banca d’Italia, dalla Corte dei Conti e persino dall’Istat, relative soprattutto alle coperture economiche. E non lasciano certo presagire nulla di buono le proposte di revisione della manovra, come la soglia dei contanti a meno di mille euro, o le altre misure allo studio come l‘aumento del bollo e il ritorno dell‘Irpef per gli immobili sfitti.

Idee strampalate, neppure originali, che non servono al rilancio dell’economia, che non a caso raccolgono un’unanimità di critiche, tanto da poter attribuire a Saccomanni il record di essere riuscito nella straordinaria impresa di mettere tutti d’accordo nel decretare una solenne bocciatura della manovra economica.

Sindacati, imprenditori, dipendenti pubblici e privati, pensionati, da settimane sono tutti concordi nel chiedere al governo una sostanziale modifica delle norme varate; anche perché in alcuni casi stanno nuocendo ancora prima di essere definitivamente introdotte. Basti pensare ai tanti, troppi, annunci sulla riforma della tassazione immobiliare: un cantiere che non chiude mai e che lascia nel limbo dell’incertezza i proprietari che, a due mesi dalla fine dell’anno, non sanno ancora quanto costerà loro possedere uno o più immobili. Alla faccia della stabilità.

Giacomo Stucchi

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