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Carlo Scotti

Prima la Patria

Di Carlo Scotti Foglieni31 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Prima la Patria
Immigrazione

La distruzione sistematica di qualsiasi valore culturale tradizionale in nome della pretesa di una integrazione irragionevole con gli immigrati pare essere l’ultimo e più moderno tentativo del pensiero debole di sinistra per favorire una sua ulteriore presa all’interno della società italiana nel disperato tentativo di riuscire così ad arrivare, finalmente, al potere.

Si tratta di una azione insopportabile e irragionevole e di un danno irreparabile e inaccettabile per qualsiasi umano consorzio che voglia continuare a considerarsi un popolo.

I valori, le tradizioni, il senso di identità, il sentimento religioso di un popolo, rappresentano qualcosa che, una volta perduto, è praticamente impossibile ricreare nella sua dimensione autentica.

Dopo simili distruzioni emergono inesorabilmente false tradizioni, troppo spesso inventate da persone che cercano disperatamente di aggrapparsi a qualcosa per recuperare il proprio bisogno di radici ed evitare la nausea che produce lo sbandamento continuo di una esistenza in cui non si sa chi si è.

La pretesa ridicola che una integrazione affannosa e mal posta sia necessaria al vivere civile e rientri in una nozione di accoglienza moderna rappresenta una bestemmia, agli occhi delle persone di buonsenso, che amano il proprio Paese, rivendicano la propria condizione di italiani e guardano con orgoglio alle proprie tradizioni.

Per prima cosa occorre prendere un bel respiro, superare i luoghi comuni, spostarsi di lato rispetto alla pressione di questa minoranza rumorosa e urlante di finti intellettuali e falsi buonisti e ricordare a tutti che l’accoglienza, come abbiamo già avuto modo di dire, è ospitalità. Ospitalità, non occupazione.

L’Italia non è terra di conquista, sia che chi arriva pretenda di imporsi con le armi, sia che chi arriva pretenda di imporre i propri costumi e di sfrutti quello che i nostri vecchi hanno costruito con il loro risparmio e il loro sangue pretendendo che gli italiani si facciano di lato, grazie alla complicità della quinta colonna del pensiero debole comunista.

Carlo Scotti-Foglieni

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