iscrizionenewslettergif
Storia

Bergamo scomparsa: il tempietto di Santa Croce

Concludiamo il giro dell'Aula della Curia e scopriamo un gioiello d'architettura romanica

Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo scomparsa: il tempietto di Santa Croce
Il tempietto di Santa Croce

Nell’incontro precedente abbiamo visto come l’Aula della Curia fosse utilizzata come luogo di rappresentanza dell’Episcopio. Le figure dei Santi della chiesa locale delle origini in continuità con la tradizione sottolineavano la legittimità e conferivano autorevolezza al vescovado. Ma ben più ampio è il repertorio delle figurazioni che si alternano sulle pareti affrescate.

Di fronte all’ingresso sul lato nord dell’arcata l’Annunciazione introduce al racconto della vita di Gesù. Le parole dell’Angelo e della Vergine si inquadrano fra tre immagini di pavoni simboli della Resurrezione e della vita eterna. La narrazione si dipana vivace lungo le pareti sullo sfondo bianco. Sulla parete ovest un’immagine di Cristo in gloria in una mandorla di cielo stellato si accompagna alla figura di Cristo giudice che tiene in bocca una spada a doppio taglio. Due angeli risvegliano i morti suonando la tromba e i risorti escono dagli avelli nelle due file dei dannati e dei beati. Il pittore non indulge al racconto dei particolari allora consueti nella trattazione del tema. Il giudizio Universale è raffigurato in modo chiaro e lineare.

Nel registro sottostante alcune figure maschili, delle quali una seduta frontalmente su un alto scranno, un’altra con in mano un cartiglio, non sembrano avere alcuna connotazione religiosa e sono state interpretate come uomini esperti di legge. Sull’angolo dell’arcata l’Arcangelo Michele pesa le anime e trafigge con la spada il demonio, la cui figura è oggi abrasa. Dall’altra parte dell’arco la dea Fortuna è al centro di una ruota simbolo della sua precarietà.

La tematica ripetuta della giustizia e del giudizio non lascia dubbi sull’utilizzo dell’aula. Lo studioso Miller ipotizza addirittura che nei processi il vescovo sedesse sotto la figura di Cristo giudice accanto all’Arcangelo Michele, gli imputati davanti le storie della Passione e sotto la ruota della Fortuna.

Nel registro più alto trovano posto figure di animali, talora mostruosi e frequenti nella cultura medioevale, alcuni interpretabili simbolicamente, altri semplice espressione delle paure e delle inquietudini che turbavano gli animi e che potevano trovare liberazione solo nella contemplazione del sacro.

Il complesso episcopale, ristrutturato e ampliato nei secoli XI e XII con la costruzione della Basilica e il riassetto del Duomo, non risulterebbe completo senza la menzione del tempietto di Santa Croce, oggi marginale e secondario ma un tempo elemento integrante del centro cittadino. Citato una prima volta nel 1133 in un documento privato e nel 1173 come “capella episcopi”, è un vero gioiello dell’architettura romanica lombarda assimilabile per il suo schema centrale alla Rotonda di San Tomè ad Almenno San Salvatore.

L’esterno presenta due parti sovrapposte, la inferiore a pianta quadrilobata con una fascia di archetti intervallati da lesene, la superiore a pianta ottagonale originariamente provvista di bifore, oggi sostituite da finestre rettangolari. Esiste una parte sotterranea, un vano trilobato il cui piano di calpestio corrisponde a quello originario dell’Aula della Curia. Originariamente quindi la Basilica, il palazzo Vescovile e la “capella Episcopi” risultavano poste allo stesso livello e fra loro strettamente collegate.

Accanto alla cappella è stata riportato in luce da uno scavo recente un altro vano trilobato addossato alla parete della Basilica. Allo stato attuale delle ricerche non se ne conosce l’ originaria destinazione.

A completare il quadro degli edifici di proprietà ed utilizzo episcopale nel centro della città citiamo ancora le scuole vescovili, forse nell’area dell’attuale Liceo Sarpi, ricordate nel nome dalla vicinia di Antescholis.

Andreina Franco Loiri

Leggi le altre puntate di Bergamo scomparsa
Bergamo scomparsa: la bibliografia

Bergamo scomparsa: l’Aula della Curia

L'Aula della Curia vescovile di BergamoAbbiamo già visto in una puntata precedente come la fronte occidentale di Santa Maria Maggiore ...

Bergamo scomparsa: l’arrivo del Barbarossa

Federico I detto il BarbarossaAll’inizio del XII secolo le istituzioni comunali erano ormai consolidate in gran parte delle città ...