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Esteri

Spionaggio, la Nsa accusa: molti sapevano

Di Redazione30 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'intelligence Usa chiama in causa Obama e i paesi europei. L'Italia: nessun dato fornito dai nostri 007

Spionaggio, la Nsa accusa: molti sapevano
Barack Obama

WASHINGTON, Usa — La guerra delle spie, generata dal Datagate, sta mettendo in seria difficoltà le diplomazie occidentali, pronte a scaricare i loro apparati di spionaggio andati fuori controllo. E così la Nsa si ritrova contro il presidente Obama e il congresso, ma subito replica.

Non è la prima volta, a dire il vero, nella storia degli Usa che gli apparati di intelligence si scontrano con il presidente e gli ambienti politici. Ma la deflagrazione stavolta è di quelle che finiscono sui giornali.

“Anche i nostri alleati europei spiano i leader e i servizi d’intelligence americani”. Lo ha detto un alto responsabile dello spionaggio americano nel corso di un’audizione al Congresso. “Quando sento parlare dell’attività di sorveglianza sugli alleati – ha aggiunto James Clapper, capo della Dni – mi ricorda quella scena di Casablanca, quando il Commissario chiude il locale di Bogart, dicendo ‘qui si gioca illegalmente’, e nel frattempo si mette i soldi in tasca”. Insomma, tutti sapevano tutto.

Ma l’intelligence Usa è soprattutto furiosa con la Casa Bianca. Lo scrive il Los Angeles Times, pubblicando lo sfogo di diversi componenti, rimasti anonimi dello spionaggio Usa. “Barack Obama ci ha scaricato, ci ha abbandonato al nostro destino, prendendo le distanze dallo scandalo Nsa. Il presidente – prosegue la fonte – può non aver ricevuto briefing sullo spionaggio dei leader, come dice la Nsa. Ma il Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca sapeva esattamente cosa stesse accadendo, sostenere il contrario è ridicolo”.

Non solo. “Non abbiamo raccolto noi le informazioni sui cittadini europei, ma i dati erano forniti dai nostri partner europei” afferma il capo della Nsa, Keith Alexander, definendo totalmente infondate le accuse apparse sulla stampa europea. Secca la replica dei servizi segreti italiani: “L’intelligence italiana non ha mai scambiato dati relativi a cittadini italiani con gli 007 americani”.

Ieri il presidente del Copasir, il senatore bergamasco Giacomo Stucchi ha sentito in audizione i direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), ambasciatore Giampiero Massolo, “che ha riferito sugli sviluppi della vicenda datagate, rispondendo alle numerose domande dei componenti del Comitato”.

Intanto giovedì il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha convocato il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr). All’ordine del giorno, questioni inerenti alla sicurezza delle telecomunicazioni, alla luce del caso Datagate e delle rivelazioni sullo scorso G20.

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