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Bergamo

Finanziaria: Cisl pronta alla mobilitazione

Di Redazione25 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Finanziaria: Cisl pronta alla mobilitazione
La Cisl

BERGAMO — Iniziative concrete di lotta. Il consiglio generale della Femca Cisl di Bergamo prende posizione contro la finanziaria e si prepara a forti contestazioni, da definire congiuntamente con la confederazione e le altre organizzazioni sindacali, per lanciare un segnale energico al Governo affinché faccia davvero il bene del Paese e non difenda ancora una volta interessi di potere.

Il settore tessile bergamasco non trova ancora una via d’uscita alla crisi che lo ha pesantemente colpito e che ha segnato in misura l’occupazione di tutta la provincia. Alle continue richieste di cassa integrazione ordinaria e straordinaria va ad aggiungersi, senza soluzione di continuità, la piaga incresciosa dei licenziamenti. E come se non bastasse coloro che scampano al pericolo della perdita del posto di lavoro incorrono nel mancato rispetto nel pagamento di salari e stipendi.

“Raccogliamo sempre più spesso il disagio di tanti nostri iscritti che alla data pattuita non ricevono la busta paga con tutte le conseguenze che questo comporta. Una prassi che condanniamo senza remore perpetrata sia da aziende artigiane che da importanti industrie” spiega Raffaele Salvatoni della Femca Cisl.

La crisi non molla e una legge di stabilità ritenuta all’acqua di rose sono state al centro della riunione che si è svolta questa mattina nel “Salone riformisti del lavoro” della sede cislina di via Carnovali. All’incontro erano presenti il segretario generale della Femca Cisl di Bergamo Salvatoni, il segretario regionale Aldo Isella e il responsabile dell’Osservatorio contrattazione di Cisl Lombardia, il bergamasco Giorgio Caprioli.

Al contesto già di per sé drammatico, il sindacato ha rimarcato la questione del blocco ai rinnovi dei contratti nazionali fermi a dicembre 2012 per il settore della gomma-plastica e per il settore gas e acqua, e alla primavera del 2013 per il settore tessile.

Si è analizzata anche la legge di stabilità. “Non si sta andando nella direzione giusta – precisa Salvatoni – poiché non si mette il tema sacrosanto del lavoro al centro della discussione. Occorre diminuire realmente le tasse a lavoratori dipendenti, pensionati ed imprese per rilanciare i consumi e creare le condizioni per far riemergere una buona occupazione. Invece di toccare le tasche dei soliti noti perché il governo, seriamente, non pone l’indice sulla riduzione drastica del numero delle società pubbliche e degli enti inutili? Sono sotto gli occhi di tutti le sacche di inefficienza del sistema che vanno dal Tirolo alla Sicilia”.

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