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Politica

Berlusconi: nasce Forza Italia. Ma è rottura con Alfano

Di Redazione25 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il Cavaliere dà il via libera alla sua creatura, ma il vicepremier non partecipa. Azzerati tutti i vertici del Pdl

Berlusconi: nasce Forza Italia. Ma è rottura con Alfano
Berlusconi e Alfano

ROMA — Nonostante i tentativi di minimizzare, nel giorno in cui Silvio Berlusconi lancia ufficialmente Forza Italia si consuma la rottura con Angelino Alfano. Il segretario di Pdl non si è presentato volontariamente alla riunione dell’ufficio di presidenza del partito, convocata dal Cavaliere.

“Il documento che segna, tra le altre cose, il ritorno a Forza Italia è stato votato all’unanimità dall’ufficio di presidenza del Pdl” ha detto Berlusconi in conferenza stampa.

Quanto ad Alfano “gode della mia stima; confermo suo ruolo. L’ho proposto due anni fa come segretario. I nostri rappresentanti di governo, governo a cui continueremo a dare il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni programmatici assunti al momento dell’insediamento, i nostri deputati e i nostri senatori sono impegnati a contrastare ogni iniziativa” contro la ripresa dell’economica, ha detto Berlusconi.

“A Berlusconi è affidato pieno mandato politico e giuridico per attivare le necessarie procedure, anche attraverso le convocazioni degli organi statutari, e gli conferisce le responsabilità connesse alla guida del Movimento per definire obiettivi, tempi e modi della nuova fase di attività secondo lo Statuto di Forza Italia” si legge nel documento approvato all’Ufficio di presidenza.

L’Ufficio di presidenza del Popolo della libertà ha sospeso l’attività del Pdl per convergere sul rilancio di Forza Italia. Questo comporta di conseguenza anche la sospensione delle attuali cariche.

Intanto, “Alfano – raccontano i fedelissimi – appare determinato ad andare fino in fondo chiamando il vertice del suo partito ad un gesto di lealtà: o con me o contro di me”. 

“Il mio contributo all’unità del nostro movimento politico – ha detto Alfano – che mai ostacolerò per ragioni attinenti i miei ruoli personali, è di non partecipare, come faranno altri, all’ufficio di presidenza che deve proporre decisioni che il CN dovrà assumere. Il tempo che ci separa dal CN consentirà a Berlusconi di lavorare per ottenere l’unità”.

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