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Esteri

Maria, i falsi genitori accusati di rapimento

Di Redazione22 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Indagati i due rom che tenevano la bimba in un campo nomadi. Intanto 10mila segnalazioni in tutta Europa

LARISSA, Grecia — Rapimento. E’ questa l’accusa a cui dovranno rispondere i due rom che si erano finti genitori della bambina biondissima e dagli occhi azzurri trovata in un campo nomadi vicino a Larissa, nella Grecia centrale.

Il tribunale greco li ha incriminati dopo che l’esame del dna ha dimostrato che la piccola non aveva il loro codice genetico. Le autorità l’hanno chiamato Maria. Ora è stata affidata alle cure di un’organizzazione per l’assistenza all’infanzia: “Il sorriso del bambino”.

Nel frattempo le indagini proseguono in tutta Europa, per cercare di capire da dove provenga la piccola. La decisione di incriminare la coppia rom per “rapimento” è stata presa dopo la loro deposizione. L’uomo, 39 anni, ha dichiarato al giudice che la bambina era stata affidata a lui e a sua moglie, 40 anni, dai genitori della piccola, rom bulgari, dopo la sua nascita.

Dai documenti che utilizzava nei suoi spostamenti, la donna risultava aver partorito 6 figli negli ultimi 12 mesi. La coppia inoltre ha dichiarato di avere 14 figli. La polizia greca sta effettuando controlli anche sugli altri minori.

Nel frattempo, le autorità greche in collaborazione con l’Interpol, stanno continuando le ricerche per rintracciare il padre e la madre biologici. Da tutta Europa sono arrivate 10mila segnalazioni.

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