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Treviglio

Cava Vailata, Legambiente: a che gioco giochiamo?

Di Redazione22 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Gli ambientalisti chiedono stop definitivo alla Regione sul discusso progetto della discarica d'amianto a Treviglio

Cava Vailata, Legambiente: a che gioco giochiamo?
La cava Vailata

TREVIGLIO — Dura presa di posizione di Legambiente della Bassa Bergamasca sulla questione della discarica di cemento-amianto nell’ex Cava Vailata. Gli ambientalisti chiedono un intervento deciso e un pronunciamento della Regione in merito alla vicenda.

“La questione della discarica in progetto sull’area dell’ex Cava Vailata non è mai stata lineare. Di fatto tutto ruota , da sempre , attorno alla compagine societaria che detiene la titolarità del progetto, cioè la Team” si legge in un comunicato stampa di Legambiente.

“La Sabb è proprietaria del 49 per cento della Team, il resto è della Refero del gruppo Rota Nodari. La Sabb è una società pubblica di cui fanno parte 27 Comuni ed il Comune di Treviglio è socio di maggioranza relativa. Da Maggio 2013 la Sabb sa di non poter più detenere in base alle nuove normative la partecipazione come società pubblica, in Team. Il problema ora è valutare quanto valga questa partecipazione. In termini ancor più brutali quanto ricaveranno i Comuni dalla vendita delle azioni che dovrà avvenire entro fine anno”.

“E’ evidente – continua Legambiente – che tali azioni hanno un valore in presenza di una autorizzazione. L’iter d’autorizzazione è in corso, ma vediamo che in fase di perizia per stabilire il valore delle azioni Sabb, si sta dando per scontato che l’autorizzazione sia già acquisita. Eppure ad inizio Settembre 2013, Legambiente ha chiesto all’assessore Terzi la sospensione dell’iter in corso a fronte delle novità intervenute con i dati sull’escursione di falda prodotti dal Comune ed a fronte degli ulteriori dati prodotti dal Comitato Tutela Ambiente circa la presenza di rifiuti interrati nell’area. Successivamente lo stesso Comune di Treviglio inviava allo stesso assessore una dichiarazione di autotutela dello stesso tenore”.

“L’assessore ad oggi non ha ancora risposto. Stoppare l’iter, significherebbe per Sabb trovarsi con azioni dal valore nullo e per Team dover ricapitalizzare l’intera operazione. Sorge quindi spontanea la domanda: cosa sta accadendo? L’impressione è che continuando nell’iter d’autorizzazione si arrivi ad un risultato già nell’aria da tempo: parere positivo con le solite prescrizioni e magari la monetizzazione di alcune compensazioni ambientali”.

“Parlare di scrupolosità delle analisi e rispetto delle regole nelle varie fasi dell’iter – come ha fatto di recente l’assessore – per noi, è solo un dato di normalità. L’assessore ha la facoltà, a fronte delle novità intervenute, di sospendere l’iter d’autorizzazione. Lo faccia. Ce ne sono le condizioni. Soprattutto risponda e prenda una chiara posizione rispetto alle richieste di Legambiente e del Comune di Treviglio” concludono gli ambientalisti.

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