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Bergamo

Osteoporosi: visite gratuite all’ospedale di Bergamo

Di Redazione18 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Osteoporosi: visite gratuite all’ospedale di Bergamo
L'ospedale di Bergamo

BERGAMO — In occasione della Giornata mondiale contro l’osteoporosi del 20 Ottobre, torna l’open day all’ospedale di Bergamo organizzato in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda).

L’associazione e gli oltre 70 ospedali premiati con i “bollini” rosa saranno impegnati a sensibilizzare le italiane nei confronti di una malattia che si previene e si risolve, non solo grazie a un sano stile di vita e a una dieta corretta, ma anche grazie a un’adeguata informazione.

L’ospedale di Bergamo aderisce all’iniziativa offrendo valutazioni gratuite sul rischio di sviluppare l’osteoporosi alle donne che si presenteranno agli ambulatori dell’Endocrinologia (ingresso 29, piano terra) dalle 9 alle 12 di domenica 20 ottobre. Non serve la prenotazione.

“L’osteoporosi – spiega la presidentessa di Onda Francesca Merzagora – è una patologia a largo impatto sociale, con diverse e comprovate conseguenze negative di matrice sanitaria, sociale ed economica, spesso sottovalutata e affrontata con grave ritardo. Si tratta, infatti, di una malattia silenziosa, che può progredire per diversi anni fino a quando viene confermata la diagnosi o finché non avviene una frattura”.

I numeri parlano chiaro: a causa dell’alto indice di invecchiamento, si stima che entro il 2050 le fratture di femore saliranno dagli attuali 1,6 milioni annui a 5-6 milioni. Solo in Italia, si passerà da 86mila fratture di femore, registrate nel 2000, a circa 150 mila nel 2020.”

L’osteoporosi è una malattia causata dalla diminuzione della densità ossea accompagnata da un aumentato rischio di fratture, che interessa il 60 per cento delle italiane avanti con gli anni. Tra le cause ci sono l’abitudine al fumo, l’abuso di alcool, l’impiego di alcune terapie come i cortisonici, il basso apporto di calcio e/o vitamina D, l’immobilizzazione protratta, la familiarità per fratture di femore o vertebrali e il basso indice di massa corporea.

“Fondamentali sono dunque, da un lato, l’attenzione per la malattia nella fase di prevenzione e di prescrizione delle cure, che devono ridurre il rischio di frattura e di rifrattura, e dall’altro, la motivazione del paziente al proseguimento della terapia, spesso interrotta o non adeguatamente seguita, con un grave spreco economico – prosegue Merzagora -. L’iniziativa dell’open day ha come obiettivo quello di accompagnare le donne nei centri di riferimento della loro città per ricevere un’assistenza appropriata”.

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