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Politica

Monti-Casini: fra i “moderati” volano gli stracci

Di Redazione18 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il professore: tradito dai parlamentari che mi chiesero di essere eletti. Il leader Udc: accuse ridicole

Monti-Casini: fra i “moderati” volano gli stracci
Pierferdinando Casini e Mario Monti

ROMA — C’eravamo tanto amati: ed è finita a pesci in faccia la liason politica fra Mario Monti e Pierferdinando Casini. Il professore ha pagato l’inesperienza nell’agone più consono all’amico oggi rivale, e si sente “tradito” da quei parlamentari che gli chiesero di essere eletti.

Per questo motivo, spiega Monti, si è tirato fuori dimettendosi dalla carica di presidente di Scelta civica rispetto alla quale ora si sente un esterno.

Ma questo non gli impedirà, spiega chi gli è vicino, di continuare ad esprimere le sue posizioni, anzi si sentirà più libero di farlo.

“Le accuse di Monti nei miei confronti sono semplicemente ridicole” ha replicato a stretto giro il leader dell’Udc Casini, che, a proposito delle dimissioni del senatore a vita da Scelta Civica, aggiunge: “Non gli chiederò di ritirarle perché questo non mi riguarda”.

“Monti sa cosa significa governare questo paese quando c’é una maggioranza litigiosa. Questa politica del doppio binario, questo atteggiamento rissoso, anche da parte di Monti, sull’azione dell’esecutivo, questi continui distinguo, non sono accettabili”.

Intanto al Senato si formerà un gruppo di “Popolari”, formato da 12 senatori di Scelta civica, tra cui Casini e Mario Mauro. E non è escluso che presto facciano il salto anche esponenti del Pdl.

Dopo le dimissioni di Monti, gli undici firmatari del documento in sostegno del governo, più il ministro Mauro, sono pronti a compiere il primo passo verso una formazione politica dei moderati e popolari.

L’ipotesi è quella di un soggetto politico che supererebbe Udc e Scelta civica e avrebbe forza attrattiva, si ipotizza, sia verso i moderati del centrodestra che del centrosinistra.

Il gruppo di Scelta civica a Palazzo Madama è attualmente costituito da 20 senatori, che diventano 19 dopo l’uscita di Monti. Dodici di loro, che costituiscono la maggioranza del gruppo, stanno lavorando al cantiere “popolare”. Si tratta di Albertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D’Onghia, Marino, Mauro, Merloni, Olivero, Romano e Rossi. Ne resterebbero dunque fuori sette, con i “lealisti montiani” in minoranza.

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