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Giacomo Stucchi

Una manovra senza padri

Di Giacomo Stucchi17 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Alla fine tutti la disdegnano, così com’è non la votano e promettono di fare sfracelli in Parlamento per cambiarla, ma allora chi l’avrà mai scritta questa legge di Stabilità? Che la manovra economica varata dal governo lasci scontenti tutti, dai pensionati ai lavoratori dipendenti, dai proprietari di immobili alle imprese, è assodato.

Non si tratta, peraltro, di un fatto ideologico ma sono proprio i provvedimenti contenuti nel testo di legge che non vanno e che, in alcuni casi, sanno di presa in giro. Come si può parlare di riduzione del costo del lavoro con i pochi spiccioli al mese in più in busta paga, o di diminuzione della pressione fiscale con una tassazione sulla casa che reintroduce con altro nome quelle imposte che il Pdl aveva solennemente promesso ai cittadini di non far pagare più?

Addirittura poi, nel caso delle seconde case, la stangata diventa persecuzione. Perché mentre Monti aveva promesso che l’Imu avrebbe compreso tutte le tasse sulla casa, adesso Letta e company bastonano i proprietari di seconde case sfitte con Imu, Trise e, come se non bastasse, Irpef fondiaria. Altro che inversione di tendenza, annunciata dal premier con squilli di tromba, siamo alla follia totale!

Per arrestare la recessione e far ripartire i consumi bisogna lasciare più soldi ai cittadini, non toglierglieli. Bisogna quindi avere più coraggio e agire sul fronte della razionalizzazione della spesa pubblica, unica strada percorribile per abbassare la pressione fiscale e mettere i cittadini nelle condizioni di tornare a spendere.

Basti pensare alla sanità, sulla quale è giusto non operare tagli lineari ma è da criminali continuare ad ignorare i costi standard. Dinanzi a tutte queste assurdità è ovvio che i lavori parlamentari per l’approvazione della legge di Stabilità si annuncino come un vero Vietnam. Un fatto che di per sé non è certo una novità, tutte le ‘vecchie’ finanziarie sono sempre state oggetto di vivaci confronti, ma in questo caso è diverso.

Perché sui contenuti della manovra il Pd celebrerà il suo congresso mentre il Pdl sta già regolando i conti interni, ancora in sospeso dopo la rinnovata fiducia al governo.

Giacomo Stucchi

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