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Doping, chiesta la squalifica a vita per Di Luca

Di Redazione15 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Doping, chiesta la squalifica a vita per Di Luca
Danilo Di Luca

ROMA — Squalifica a vita. E’ quanto la procura antidoping del Coni ha chiesto per il ciclista Danilo Di Luca in seguito alla sua positività all’Epo all’ultimo Giro d’Italia.

Nei suoi confronti è partita la richiesta di deferimento e, vista la recidività, anche quella di squalifica a vita.

Il deferimento di Di Luca alla Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del Coni arriva per il riconoscimento della responsabilità in ordine alla violazione dell’art. 2.1. del Codice Wada, in relazione alla positività per presenza di eritropoietina ricombinante riscontrata in occasione del controllo antidoping disposto ‘out of competition’ dall’Unione Ciclistica Internazionale il 29 aprile 2013, prima dell’inizio del Giro d’Italia cominciato il 4 maggio.

Per l’abruzzese, che al momento della squalifica correva per la Vini Fantini-Selle Italia, oltre alla squalifica a vita, è stata richiesta l’invalidazione dei risultati agonistici conseguiti successivamente al prelievo biologico.

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