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Storia

Bergamo Scomparsa: dentro Santa Maria Maggiore

Nella 42esima puntata della nostra rubrica, un affascinante viaggio per capire come è cambiato l'edificio sacro nei secoli

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Bergamo Scomparsa: dentro Santa Maria Maggiore
Sezione della basilica di Santa Maria Maggiore in epoca comunale

Nell’incontro precedente abbiamo cercato di ricostruire l’aspetto esterno della Basilica di Santa Maria Maggiore quale si presentava in età comunale. Molto più problematico ritrovare l’aspetto originario interno, oggi fortemente alterato dalla decorazione manieristica e barocca.

Dobbiamo immaginare un ambiente totalmente privo della ricca ornamentazione a stucco, dei grandi dipinti e degli arazzi, dei pulpiti e della cantoria, risultati di una trasformazione attuata tra il Cinquecento e il Seicento. Anche i grandi pilastri marmorei che ora scandiscono le navate erano allora in pietra calcare meno imponenti e di aspetto più povero. La luce penetrava a stento attraverso scarse e strette aperture.

Il piano superiore risultava mosso e animato dalla presenza dei matronei che si affacciavano con eleganti bifore e trifore sulla navata centrale, sul transetto e sul presbiterio e si collegavano al muro di fondo mediante una galleria a vista. Chiusi verso la fine del Cinquecento, essi sono oggi accessibili attraverso scale e percorsi interni. Là dove le pareti erano compatte si ornarono nel corso del Trecento di affreschi oggi in gran parte perduti, in parte nascosti dai dipinti che sono stati sovrapposti nei secoli successivi. Sono visibili solo le due pareti terminali del transetto di cui abbiamo già esaminato in alcune puntate precedenti parte della decorazione.

Rimane invece inalterata l’organizzazione spaziale con pianta a croce greca poliabsidata. Il transetto in direzione nord-sud congiunge le due entrate principali e la cupola ne precisa il punto più solenne. Le processioni che, snodatesi attraverso le vie cittadine entravano dai grandi portali spalancati, celebravano qui il loro momento più significativo.

Il Battistero, la cui funzione aveva sempre contraddistinto la chiesuola originaria, era collocato in fondo alla navata centrale e riceveva luce dalla bifora dell’Aula della Curia, chiusa solo all’inizio del XIV secolo. Oggi, notevolmente modificato, si trova nella piazza del Duomo. Per decisione episcopale il rito del Battesimo, richiesto con insistenza dalle chiese vicinali, rimase a lungo prerogativa esclusiva della nuova Basilica. Il fonte battesimale, alimentato dalle acque dei Vasi e di Sudorno con un canale che sotto passava le fondazioni della costruzione, riceveva la solenne benedizione vescovile il Sabato Santo al termine di una processione cui partecipava l’intera comunità cittadina.

Le ricerche di Gian Mario Petrò sulle fonti archivistiche notarili ci documentano l’utilizzo di ambienti interni alla chiesa o comunque ad essa adiacenti per funzioni di pubblica utilità. Così una “camera” dei funzionari che si occupavano dei debitori del Comune e un’altra “camera” in cui si vendeva addirittura il sale comunale, un’altra ancora detta dei contabili della Magnifica città di Bergamo. Interessante la presenza di una “capella seu libraria” in cui libri di particolare pregio erano incatenati ai banconi a disposizione dei cittadini. E’ probabile che tali ambienti si trovassero presso la “cimerchia” che fu distrutta per far posto alla Cappella Colleoni.

Già dal 1173 nella Basilica si rogavano abitualmente atti notarili di compravendita tra privati e si convocavano le pubbliche assemblee. Abbiamo visto in una puntata precedente come uno degli scontri più sanguinosi della storia cittadina ebbe origine nel 1206 proprio sulle porte della chiesa. La fazione armata dei Suardi voleva impedire l’accesso dei cittadini alla riunione dell’Arengo.

Andreina Franco Loiri

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