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Valbrembana

San Pellegrino chiede la riapertura del Casinò

Di Redazione7 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Richiesta di autorizzazione presentata al governo. Il sindaco Milesi: serve all'economia della valle

San Pellegrino chiede la riapertura del Casinò
Il casinò di San Pellegrino

SAN PELLEGRINO — Con una lettera inviata al governo, il Comune di San Pellegrino, guidato dal sindaco Vittorio Milesi, ha chiesto che all’interno della nuova legge di stabilità venga inserita l’autorizzazione alla riapertura del Casinò della località turistica brembana.

“Si tratta di un elemento fondamentale per favorire lo sviluppo economico dell’intero territorio della Valle Brembana che vive da tempo una condizione di vera e propria emarginazione ed emergenza occupazionale” si legge nella missiva.

“In questa direzione, si ritiene di dover sottolineare che il Comune di San Pellegrino Terme, amministrato da sempre con grande oculatezza e rigore, non chiede il ripianamento di deficit di bilancio, ma l’adozione di un provvedimento che così come in passato avvenuto per le realtà di Sanremo, Venezia, Campione d’Italia e Saint Vincent, consentirebbe, senza alcun onere per lo Stato, di dare un forte e decisivo impulso allo sviluppo turistico-termale di tutta la Valle Brembana e insieme di salvaguardare e recuperare i due complessi monumentali liberty del Casinò e del Grand Hotel, oggetto di specifico vincolo da parte del ministero dei Beni Culturali”.

Diverse le ragioni portate dall’amministrazione comunale a sostegno della richiesta di riapertura del Casinò. In primo luogo, San Pellegrino Terme e la Valle Brembana vivono da diversi anni ormai una condizione drammatica di vera e propria emergenza occupazionale e sociale che si è ulteriormente aggravata in conseguenza della crisi economica mondiale in atto. In Valle Brembana – realtà montana della Provincia di Bergamo con 38 Comuni per una popolazione di circa 43.000 abitanti – a partire dagli anni ricordati la già debole presenza industriale è stata infatti sostanzialmente azzerata con la chiusura, il ridimensionamento o la delocalizzazione di numerose aziende.

In secondo luogo, il 30 gennaio 2007, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di San Pellegrino Terme e Gruppo Percassi hanno sottoscritto un accordo di Programma “per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e valorizzazione delle strutture termali di San Pellegrino Terme per il rilancio turistico, la formazione e lo sviluppo occupazionale” con l’obiettivo di dare una prima concreta risposta proprio alla riconosciuta situazione di emergenza che ha colpito San Pellegrino Terme e la Valle Brembana”, si legge nel documento.

L’accordo prevede la realizzazione di un nuovo Centro Termale, il completo restauro e recupero dei due complessi monumentali liberty del Casinò Municipale e del Grand Hotel e “investimenti vari per complessivi 201 milioni di euro (143 milioni circa dei quali ad opera del soggetto privato aderente all’AdP), a seguito della grave crisi economica in atto, stenta a decollare e richiede la messa in campo di nuove azioni e iniziative che possano rendere concreto ed effettivo questa operazione di rilancio turistico”.

“In questa direzione la riapertura della Casa da Gioco può costituire un formidabile elemento di spinta e di fiducia per consentire una più rapida ed efficace realizzazione di tutti gli interventi previsti dall’Accordo di Programma e portare al tempo stesso ad una ulteriore qualificazione e completamento dell’offerta turistica”, conclude l’amministrazione.

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