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Editoriali

Pdl Bergamo: caro Capelli, ora dica da che parte sta

Di Redazione3 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Dopo i fatti nazionali, il segretario provinciale chiamato a una scelta di campo. Sceglierà Berlusconi o Formigoni?

Pdl Bergamo: caro Capelli, ora dica da che parte sta
Il coordinatore provinciale del Pdl Angelo Capelli

E il segretario Capelli da che parte sta? E’ la domanda che si pone la base del Popolo della libertà di Bergamo. La difficile fase in cui si è infilato il partito ha un solo lato positivo, che in molti potrebbero cogliere: erige uno spartiacque netto fra chi sta con Silvio Berlusconi e chi no.

Alla fine, dal punto di vista prettamente politico, il Cavaliere potrebbe anche trarne beneficio. Perché da ieri è chiaro che la nuova Forza Italia sarà formata unicamente da fedelissimi che credono nel “verbo” berlusconiano e non da seguaci “meno motivati”, per usare un eufemismo. Insomma, un po’ di chiarezza in un partito che finora è stato un marasma di correnti in perenne conflitto per ottenere le migliori rendite di posizione.

Certo questa selezione “pros&cons” si rifletterà, a cascata, dal livello nazionale a quello regionale, e poi locale. Servirà, anche in questo caso, a fare chiarezza.

La domanda in apertura è quella che in questo momento sta turbando l’ambiente pidiellino bergamasco. Ieri Capelli ha parlato di “dialettica importante e confronto” a Roma. Cose che sembrano essere svanite nei 600 chilometri che ci separano dalla capitale, dal momento che gli iscritti sul territorio bergamasco sono persi in caos creato dalla mancanza di informazioni e indicazioni, destinato a polverizzare anche quel che resta del consenso. Pare sacrosanto che debbano ricevere aggiornamenti su quanto sta accadendo e sulle ricadute in provincia. Ma non è per nulla scontato che alla fine ci riescano.

La domanda di fondo tuttavia resta: da che parte andrà il segretario Capelli? Con Forza Italia o con i Popolari lanciati da Formigoni? La logica politica dice che Capelli, grazie anche ai miti consigli dei suoi sostenitori in quel di Roma, seguirà la via berlusconiana. Comunque scelga, sono in molti ad intravedere la necessità di chiarimento politico. Chiarimento che non potrà avvenire se non nel luogo deputato: ovvero quel coordinamento provinciale che negli ultimi 11 mesi è stato convocato una sola volta, per una seduta straordinaria di solidarietà a Berlusconi.

La situazione d’altronde dice che, oggi, nel mezzo non si può più stare. Formigoni, a cui Capelli aveva ispirato la prima parte dell’azione politica del suo mandato da segretario provinciale, si è schierato apertamente con Alfano e ha lanciato il gruppo “Popolari” al Senato. Ovvero, non sta più con Berlusconi. Qualcuno parla di tradimento, forse usando toni eccessivi. La politica ci ha abituati a tutto, ma sarebbe davvero il colmo se, dopo quel che è accaduto, finisse di nuovo a tarallucci e vino. Certo è un fatto che la linea formigoniana non corrisponda più a quella del Cavaliere, anzi. E dunque, è più che legittimo che gli iscritti bergamaschi si domandino quale orientamento seguirà il coordinatore e dove traghetterà quel che resta del partito o parte di esso.

I laici, ricorderete, nei mesi scorsi avevano preparato l’ormai celebre documento di critica politica alla segreteria (mai presentato), in cui chiedevano un governo condiviso del partito. Le vicende nazionali hanno spinto ben oltre quelle provinciali. E a maggior ragione, oggi, con la (ri)nascita della laica Forza Italia, per Piccinelli e soci è arrivato il momento di mettere sul tavolo tutto il proprio peso.

Vero è che i laici in passato avevano a loro volta sposato la linea Alfano. Ma è altrettanto vero che è stato lo stesso vicepremier a mettersi fuori dal partito, contro Berlusconi, e la scelta per i laici a questo punto diventa fin troppo facile.

Dalla base arriva un invito forte a fare la prima mossa. A prendere in mano quell’iniziativa, rimasta per troppo tempo magmatica, che consenta di riportare il partito a contatto col territorio, a pochi mesi dalle amministrative. Con la consapevolezza che il futuro del centrodestra in Bergamasca si decide già oggi. E con la certezza che finalmente, anche per i vertici provinciali, sia arrivato una volta per tutte il momento della scelta di campo.

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