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Politica

Berlusconi vota la fiducia: il Pdl si spacca

Di Redazione2 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Contrordine, Berlusconi vota l'appoggio a Letta. Formigoni e altri 24 senatori danno vita ai "Popolari".

Berlusconi vota la fiducia: il Pdl si spacca
Silvio Berlusconi

ROMA — Colpo di scena questa mattina in Senato. Contrariamente a tutte le aspettative Silvio Berlusconi ha deciso di votare la fiducia al governo Letta. “Mettendo insieme le aspettative e il fatto che l’Italia ha bisogno di un governo che produca riforme istituzionali e strutturali abbiamo deciso, non senza interno travaglio, per il voto di fiducia” ha spiegato il Cavaliere in aula.

Il gruppo del Pdl al Senato aveva prima deciso per la sfiducia al governo Letta, senza scongiurare la spaccatura del partito. La decisione era arrivata in un convulso vertice tra lo stesso Berlusconi e i parlamentari del Pdl, dopo il discorso di Enrico Letta a Palazzo Madama.

“Voi fallirete, avete avuto come unico risultato quello di spaccare il Pdl, noi non assisteremo a questa umiliazione del nostro partito, di Berlusconi e dell’Italia” aveva detto in Aula Sandro Bondi rivolto a Letta. Ma almeno ventitré dissidenti del Pdl avevano già annunciato il «sì» al governo. Questi ultimi hanno firmato una risoluzione della maggioranza per sostenere il governo Letta. Le firme – a quanto si apprende – sono quelle di senatori del Pdl e del gruppo Gal (Giustizia e libertà). Non è escluso che potrebbero aggiungersi altri senatori.

Roberto Formigoni spiega così la sua decisione di formare un gruppo autonomo al Senato. “Siamo già in 25. È possibile che altri si aggiungano. Nel pomeriggio daremo vita a un gruppo autonomo chiamato I Popolari. Restiamo alternativi al centrosinistra, collocati nel centrodestra”.

La risoluzione per chiedere il voto di fiducia per il governo è firmata da: Naccarato, Bianconi, Compagna, Bilardi, D’Ascola, Aielo, Augello, Caridi, Chiavaroli, Colucci, Formigoni, Gentile, Giovanardi, Gualdani, Mancuso, Marinello, Pagano, Sacconi, Scoma, Torrisi, Viceconte, L. Rossi, Quagliariello. Si chiameranno, ha annunciato Formigoni, i “Popolari”.

Così il governo Letta ha raggiunto il quorum teorico al Senato ancor prima del pronunciamento di Berlusconi. Tanto che Maria Stella Gelmini aveva dichiarato sibillina: “I destini dentro il Pdl sono separati. Fine”.

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