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Politica

Pdl, scissione vicina: i frondisti creano il Ppe

Di Redazione1 ottobre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ciellini, Alfano ed ex An creano il Ppe al Senato. Il vicepremier chiede la testa della Santanché in cambio dell'unità

Pdl, scissione vicina: i frondisti creano il Ppe
Silvio Berlusconi e Angelino Alfano

ROMA — Dalle indiscrezioni si è passati alle conferme. Dentro il Pdl c’è il rischio concreto di scissione. Secondo quanto trapelato, infatti si starebbe formando un gruppo di frondisti, pronti a spaccare il partito alla vigilia del passaggio – determinante – del premier Enrico Letta domani in parlamento.

Stando le ultime notizie in arrivo da Roma, sotto la regia della parte ciellina del Pdl si sarebbe formato un gruppo di dissidenti di cui fanno parte uomini di Alfano e uomini della ex Alleanza Nazionale, contrari alla linea decisa da Berlusconi e alla supremazia dei falchi nel partito.

Il tentativo sarebbe quello di dar vita a una nuova formazione, il famigerato Ppe (Partito Popolare Europeo) taliano di cui si discute da tempo, al Senato, favorevole al governo Letta e che guardi al dopo Berlusconi.

Nel frattempo Daniela Santanché ha rotto gli indugi e confermato alla stampa che esistono dissidi fortissimi dentro il partito: “Mi risulta che il segretario ha chiesto la mia testa come condizione per mantenere l’unità del Pdl-Forza Italia – ha dichiarato in una nota -. Detto che ciò dimostra la strumentalità della protesta in corso da parte dei nostri ministri dimissionari, non voglio offrire alibi a manovre oscure e pericolose. Pertanto la mia testa la offro spontaneamente al segretario Alfano, su un vassoio d’argento, perchè l’unica cosa che mi interessa per il bene dei nostri elettori e dell’Italia è che su quel vassoio non ci finisca quella del presidente Berlusconi”.

In queste ore è in corso un vertice fra Berlusconi e Alfano, dopo che in mattinata erano stati sentiti gli alti papaveri del partito, dai capigruppo Pdl di Senato e Camera Renato Schifani e Renato Brunetta, al coordinatore del partito Denis Verdini, al vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. Dopo oltre un’ora di colloqui sono usciti da Palazzo Grazioli tutti i partecipanti al vertice con l’eccezione di Berlusconi e Alfano.

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