iscrizionenewslettergif
Arte

Nuovo appuntamento con Contemporary Locus 5

Di Redazione27 settembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Torna a Bergamo “Contemporary Locus – luoghi riscoperti dall’arte contemporanea” che nel suo quinto appuntamento vede l’artista Tony Fiorentino confrontarsi con gli spazi di una domus romana (la domus di Lucina) solitamente chiusa al pubblico. L’opening è previsto per sabato 28 settembre alle ore 18.30; alle 19.30 seguirà una performance di Roger Rota ai sassofoni.

Nella quinta tappa espositiva Tony Fiorentino, giovane artista già attivo internazionalmente, si confronta con uno dei luoghi più preziosi e meglio conservati della città antica, un’importante domus romana scoperta e riportata alla luce a Bergamo negli anni Sessanta grazie all’opera dell’architetto Sandro Angelini (1915 – 2001).

Tony Fiorentino, coinvolto nella segretezza di questo spazio, una domus romana che sta nelle fondamenta della privata Casa Angelini, a sua volta stratificazione di storie e funzioni dal Medioevo a oggi, ha indagato il luogo per trarne suggestioni di svelamento attraverso pratiche artistiche e opere che mettono in relazione la storia, le antiche tracce di vita e civiltà dentro un’attualità di forte valenza poetica.

Tony Fiorentino (Barletta, 1987), rientrato recentemente in Italia a seguito di un percorso di attività e residenze all’estero (Atene, Amsterdam e Londra), attualmente vincitore di borse e residenze in Italia, in Europa e in Oriente, è conosciuto per le sue pratiche multidisciplinari. Pratiche volte alla scoperta dei valori simbolici e poetici di cui oggetti, pensieri e azioni sono portatori, formalmente restituiti mediante composizioni essenziali di forte impatto poetico e narrativo.

Per questo progetto Tony Fiorentino ci porta dentro la Domus di Lucina e la casa Angelini con un percorso di opere site specific che si basano sul concetto di svelamento e di recupero di antiche e recenti memorie. Il progetto per contemporary locus prende avvio proprio dalla restituzione simbolica di una specifica luminosità della Domus di Lucina mediante un’operazione di svelamento che, attraverso la luce, fa riemergere a vita l’antica casa romana. In contemporanea processi alchemici di forte suggestione poetica e di antichissima memoria, così come oggetti e immagini si disporranno nella domus stessa e negli spazi dell’antica casa Angelini per costituire un percorso di forte tensione, segnando da parte dell’artista un processo di appropriazione e interpretazione del luogo e della sua storia sino all’attualità.

Tony Fiorentino, chiamato a una libera interpretazione di Casa Angelini e della sua più profonda Domus Lucinae, progetta la sua mostra utilizzando il concetto stesso di contemporary locus: luoghi svelati dall’arte contemporanea.

La mostra “Contemporary locus 5” sarà quindi occasione per visitare, attraverso la manomissione poetica di tempo, luce e spazio, un luogo di antichissima storia non aperto alla pubblica fruizione.

La Domus di Lucina, situata nella Casa Angelini, è uno dei ritrovamenti archeologici più importanti dell’Italia settentrionale e fu rinvenuta grazie ad uno scavo del 1963 realizzato all’interno dello stabile della Famiglia Angelini.

Nella cantina affiorarono i resti di un’abitazione romana, che fu chiamata domus di Lucina dal nome graffito su una terrina d’argilla nera trovata nel sito archeologico. Tra i materiali recuperati nel corso dello scavo furono rinvenuti diversi reperti tra cui coppe, tegami e terrine, insieme a numerosi frammenti di affresco e di fregio marmoreo, conservati oggi presso il Civico Museo Archeologico di Bergamo.

La Domus di Lucina si ipotizza abitata dal I al III-IV secolo d.C. da una famiglia benestante e abbandonata successivamente quando l’impero romano andò incontro al suo decadimento. Dopo un lungo periodo di abbandono durato per tutto l’alto Medioevo, sui resti della domus romana di via Arena fu costruita la torre dei Migliavacca dei Rivola, nelle cui case fu istituito l’hospitium, divenuto nel XV secolo l’Ospedale di Santa Maria Maggiore, le cui finalità caritativo-assistenziali furono raffigurate negli affreschi rinascimentali. In seguito, le case furono adibite per la sede del primo liceo musicale della Lombardia, assegnato a Simone Mayr per le lezioni caritatevoli di musica. Nel 1876 la casa ritornò ad essere abitazione privata, passando dalla famiglia Bonicelli agli Angelini nel 1960.

Nel vicino Museo Archeologico, in piazza Cittadella 9 a Bergamo, si potranno vedere gli affreschi ricostruiti provenienti dalla domus, oltre che olle, coppe, bacili, tegami pertinenti alla suppellettile da cucina. Un esemplare reca graffiti sulla parete esterna i nomi Lucina e Italia: il primo è un cognomen femminile in uso fra le donne cristiane; il secondo è diffuso tra le schiave, le ingenue e le liberte. Significativi sono i frammenti di bottiglie e coppe di vetro, di un fregio marmoreo con decorazione a girali vegetali e un peso fittile di circa 10 libbre (3,5 kg). Alcuni gusci di ostriche sono stati interpretati come resti di pasto.

Silenzi Manifesti, mostra dell’artista Guido Airoldi

Silenzio Manifesto, di Guido AiroldiGiovedì 26 settembre alle 19.00 PhotoArt12, galleria fotografica milanese dedicata alla cultura dello sguardo, inaugura ...

E’ morto Sirio Bellucci, protagonista del concettuale

Sirio BellucciE' morto all'età di 89 anni il pittore Sirio Bellucci, uno dei protagonisti del ...