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Esteri

Armi chimiche, Siria: gli Usa smettano di armare i ribelli

Di Redazione13 settembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il presidente siriano Bashar Assad

Il presidente siriano Bashar Assad

DAMASCO, Siria — “Gli Usa smettano di armare i ribelli e la Siria consegnerà tutto il suo arsenale chimico”. E’ questa la richiesta avanzata dal presidente siriano Bashar Assad alle Nazioni Unite, in un lettera giunta ieri a Palazzo di Vetro, a New York.

La missiva, indirizzata al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, dichiara formalmente l’intenzione del Paese mediorientale di aderire alla Convenzione sulle armi chimiche, accordo internazionale che ne vieta la produzione e l’uso. L’invio della lettera è il primo passo della procedura per un’eventuale adesione della Siria alla Convenzione.

“Assad ha acconsentito di cedere il controllo delle armi chimiche grazie alla proposta russa, non per la minaccia Usa” riferisce intanto l’agenzia di stampa russa Interfax citando un passo dell’intervista presidente siriano a Rossia 24.

Assad ha sottolineato che il processo di smantellamento delle armi chimiche del suo Paese non deve essere unilaterale e che gli Usa devono smettere di minacciare Damasco e di armare l’opposizione. “Voglio che sia chiaro per tutti – ha detto Assad – che è un processo bilaterale. Quando noi vedremo che gli Usa vogliono effettivamente la stabilità nella regione, finiranno di minacciare e di cercare di attaccare, e di fornire armi ai terroristi, allora noi riterremo di poter condurre i processi sino alla fine e che saranno accettabili per la Siria”.

“I terroristi – ha detto il presidente siriano – tentano di provocare l’attacco americano sulla Siria”. Secondo Assad, i guerriglieri hanno nel loro arsenale armi chimiche ottenute da Paesi stranieri. “Nessun Paese in Medio Oriente, prima di tutto Israele – ha poi precisato Assad – dovrebbe avere armi di distruzione di massa”.

“Speriamo che la diplomazia eviti l’intervento militare” ha detto il segretario di Stato americano, John Kerry, dopo l’incontro a Ginevra col ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov. “Le parole non bastano, servono passi concreti. Sia chiaro che non permetteremo un altro attacco chimico – ha aggiunto. Ci sono aspettative molto elevate per un accordo che potrebbe salvare vite umane. Ma la Russia e la Siria devono mantenere le promesse”.

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