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Politica

Bergamo, candidato sindaco: il Pdl pensa a Bombassei

Di Redazione9 settembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alberto Bombassei

Alberto Bombassei

BERGAMO — Il candidato del centrodestra a sindaco di Bergamo potrebbe essere Alberto Bombassei. E’ questa l’ipotesi su cui starebbe lavorando il segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli, qualora sfumasse la ricandidatura di Franco Tentorio.

Un paio di settimane fa aveva destato più di un sospetto la fuga in avanti del coordinatore del Pdl bergamasco che, a mezzo stampa, aveva chiesto all’attuale sindaco Tentorio di rompere definitivamente gli indugi.

Ai più parve una forzatura di tempi (di solito il candidato di elezioni primaverili si decide intorno a novembre) e metodi (l’uscita estemporanea di Capelli è arrivata senza aver prima aver consultato la minoranza del partito, peraltro favorevole a Tentorio, mandando su tutte le furie i laici di Piccinelli).

Nella nostra analisi attribuimmo la mossa di Capelli a un tentativo di assumere l’iniziativa politica per affermare la propria leadership e scongiurare un’eventuale defenestrazione con l’arrivo della nuova Forza Italia. Ora però spunta una motivazione in più: in attesa di una risposta da Tentorio, Capelli starebbe lavorando al piano B, dove B sta per Bombassei, attuale parlamentare di Scelta Civica e già vicepresidente di Confindustria.

Capelli d’altronde ha la necessità di allargare il ventaglio d’azione, oltre i confini del Pdl. Per due motivi: il primo per controbilanciare le diatribe interne con i laici di Enrico Piccinelli. Il secondo, per recuperare consensi dopo lo scontro con un personaggio sempre influente in città. Quel Gianni D’Aloia, messo in discussione dagli uomini di Capelli in sede Uniacque.

Per questo il coordinatore ha aperto a Scelta Civica, con la quale è in ottimi rapporti fin da prima delle scorse Regionali. L’operazione tuttavia non è solo farina del sacco di Capelli. Ma ha trovato una sponda a Roma. E potrebbe anche funzionare, dal momento che Tentorio non ha nulla da guadagnare da un’eventuale ricandidatura, anzi. L’attuale sindaco ha traghettato la città in uno dei periodi più difficili della sua storia. Vincere le elezioni significherebbe continuare a fare quello che sta già facendo; perderle invece sarebbe una sconfitta cocente con cui terminare la carriera politica.

In secondo luogo, Bombassei è un personaggio credibile: più come imprenditore che come politico. La sua candidatura consentirebbe quella saldatura del potere confindustriale in città, anelata da tempo (ricordate, qualche anno fa, la candidatura a sindaco sfumata di Mario Ratti?), e che al momento conta esponenti di rilievo sparsi in tutti i settori che contano – istituzionale, mediatico, bancario ed economico -, ma non politico.

Con un solo “piccolo” problema. Qualora diventasse sindaco, Bombassei rischierebbe quantomeno l’imbarazzo ogni qualvolta fosse chiamato a decidere su questioni riguardanti la città e il Kilometro Rosso, del quale è stato per anni il principale promotore (ricordate dove si è svolta la presentazione nazionale della “Scelta Civica” di Monti?).

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