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Esteri

Putin: la Russia continuerà a fornire armi alla Siria

Di Redazione6 settembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una batteria di missili antiaerei russi S-300 venduti alla Siria

Una batteria di missili antiaerei russi S-300 venduti alla Siria

SAN PIETROBURGO, Russia — “In caso di attacco americano, la Russia continuerà a sostenere la Siria militarmente”. Lo ha precisato oggi il presidente russo Vladimir Putin al G20 in corso a San Pietroburgo. Mosca dunque prende le parti del suo alleato di sempre, Bashar Assad, a cui vende da tempo colossali forniture di armi, fra cui missili antinave e antiaerei capaci di sconsigliare un blitz delle forze occidentali.

Secondo fonti interne al G20, “c’è stata una lunga discussione con una chiara divisione nel gruppo”, durante l’incontro svoltasi in un palazzo dell’era zarista a San Pietroburgo.

Washington continua a sostenere che le truppe leali ad Assad hanno condotto l’attacco con gas che lo scorso 21 agosto è costato la vita a oltre 1.400 persone nell’area di Damasco. Ma non ha mostrato prove concrete agli altri partner. Inoltre, secondo fonti di intelligence, le conversazioni registrate dalle antenne della Nsa (National Security Agency) americana, che proverebbero il coinvolgimento delle truppe di Assad, non sono state ancora pienamente analizzate.

La Russia ha già spostato tre navi da guerra nel Mar Mediterraneo orientale in vista dell’attacco occidentale. Inoltre nei mesi scorsi ha inviato in Siria missili antiaerei a lungo raggio S-300 in grado di mettere in difficoltà gli aerei Usa.

Per Mosca, inoltre, non ci sono prove che i responsabili non siano gli oppositori del regime. Anzi, la Russia crede che il blitz sia stato ben orchestrato per creare le condizioni di un attacco. Il che crea più di un problema ad Obama, perché il veto della Russia in sede del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite può far saltare l’eventuale appoggio dell’Onu alla soluzione militare.

Obama dunque cerca il pieno appoggio del Congresso degli Stati Uniti, dove peraltro non mancano le perplessità. Il presidente americano martedì parlerà alla Nazione e probabilmente la spunterà per numero di voti a Capitol Hill, ma quanto all’operazione militare, con la Russia di traverso o addirittura ostile e con l’Iran che minaccia ritorsioni e di allargare il conflitto, l’effettiva efficacia è tutta di dimostrare.

 

 

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