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Politica

Legge 194, la Lega: dal Pd polemiche pretestuose

Di Redazione5 settembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il consigliere regionale della Lega Nord, la bergamasca Silvana Saita

Il consigliere regionale della Lega Nord, la bergamasca Silvana Saita

MILANO — In merito alle critiche mosse dal Partito democratico sull’applicazione della Legge 194 in Lombardia sono intervenuti i consiglieri regionali della Lega Nord, Fabio Rolfi e la bergamasca Silvana Saita.

“Sostenere l’esistenza di criticità nell’applicazione della Legge 194 in Lombardia – spiegano i due consiglieri regionali – appare come una polemica pretestuosa e senza fondamento. In primo luogo infatti è bene ribadire che, nonostante il numero elevato di ginecologi obiettori di coscienza, la libertà personale è certamente tutelata in forma piena dalla capillarità e dal buon livello di decentramento del sistema sanitario lombardo”.

“A prescindere da ciò è bene ricordare qual è il vero spirito della Legge 194. Anzitutto il legislatore ha voluto offrire a chi decide di fare questo passo la possibilità di riflettere attentamente su una scelta drammatica, connessa ad una vita nascente e alla sua importanza, una decisione certamente non facile e che non può mai essere presa a cuor leggero. In secondo luogo il provvedimento offre una tutela estesa a tutti i soggetti coinvolti: non esiste soltanto il diritto di abortire, c’è anche il rispetto inerente la libertà di coscienza del medico, che deve poter decidere senza condizionamenti quali siano i confini del proprio operato”.

“Infine riteniamo necessaria e doverosa anche un’altra considerazione, che riguarda direttamente i dati esposti dagli esponenti del Pd: l’alto numero di obiettori di coscienza fra i medici che operano sul nostro territorio non può essere ridotto a una semplice statistica, o peggio a numeri da bilanciare, perché rispecchia chiaramente la sensibilità lombarda in merito a certe tematiche.
Si tratta di un modo di percepire la vita che deve essere rispettato e che non può essere svilito da proposte discriminatorie, come quella avanzata dal Pd, dove si vagheggiano improbabili redistribuzioni di medici basate sulle loro convinzioni di carattere etico o religioso”, concludono i consiglieri regionali della Lega.

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