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E ora vogliono tassare anche l’e-commerce

Di Redazione5 settembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
E ora vogliono tassare anche l'e-commerce

E ora vogliono tassare anche l’e-commerce

MILANO — Un “pedaggio” sull’e-commerce per ristabilire una leale concorrenza tra negozi tradizionali e venditori online. E’ la proposta che il presidente della IV Commissione in Regione, Angelo Ciocca (Lega Nord), ha fatto a margine della seduta convocato questa mattina per affrontare la crisi del commercio.

In aula erano presenti Confcommercio Lombardia, Confesercenti, Unioncamere, Filcams Cgil, Crcu per i consumatori e Fenagi e Sinagi per gli edicolanti. Scopo della riunione era accogliere indicazioni concrete da trasmettere poi alla Giunta e assessorato competente in vista della stesura del Piano regionale del commercio.

“Il nodo dell’e-commerce e della sua tassazione è cruciale, basti leggere della guerra in corso tra Microsoft e Apple o dei giochetti delle grandi società per sfuggire alla tassazione di certi Paesi a favore di altri – spiega Ciocca – La Lombardia deve essere in prima linea per difendere le proprie imprese, garantire leale concorrenza, ma anche innovare, senza parlare di dazi e protezionismo. Chi vende in Italia e in Lombardia, anche se il negozio sta dall’altra parte dell’oceano, deve contribuire fiscalmente, pagando una sorta di “pedaggio” per le autostrade reali e virtuali che percorre. Noi siamo pronti a utilizzare queste nuove entrate anche per sostenere la digitalizzazione e la modernizzazione dei nostri negozi storici, che vogliamo tutelare. La nostra Commissione sarà il laboratorio per un “pedaggio” sull’e-commerce che dovrà naturalmente essere sviluppato a livello nazionale”.

Nel corso della audizione, il segretario generale di Confcommercio Lombardia, Giovanna Mavellia, ha sottolineato i nodi della tassazione, della burocrazia, del peso degli affitti e del difficile accesso al credito, nonché i temi del costo del lavoro e dei costi energetici, sottolineando come nel 2013 il calo dei consumi in Lombardia (-3 per cento) sia come la media nazionale (-3%).

Giorgio Ambrosioni, presidente di Confesercenti Lombardia, ha auspicato anche un pressing lombardo sul Governo centrale per scongiurare l’aumento dell’Iva, sollecitando anche i Comuni ad una più attenta pianificazione urbanistica a livello di Pgt, per agevolare il commercio, senza cedere però sulla deregolamentazione selvaggia degli orari. “Il rilancio dei negozi – ha sottolineato – non può nemmeno limitarsi al proliferare di kebab e sale slot”.

Meno grigio il quadro dipinto da Enzo Rodeschini, direttore di Unioncamenre Lombardia, che ha rilevato come il numero delle imprese in Lombardia, circa 92.000, sia tornato ai livelli di cinque anni fa, seppur con una sostanziale trasformazione: soffre l’artigianato, crescono gli ambulanti e si registra un boom dell’e-commerce.

Al tema delle difficoltà incontrate da edicolanti e giornalai, presenti con le sigle Sinagi e Fenagi, verrà dedicata una seduta ad hoc della Commissione.

Da Mario Santini, segretario generale della Filcams Cgil, una richiesta di attenzione alla precarietà e informalità di molti contratti e l’invito a non “polverizzare” il sostegno economico a pioggia, ma a premiare i distretti commerciali e le realtà d’eccellenza.

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