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Esteri

Test missilistico Usa-Israele nel Mediterraneo

Di Redazione3 settembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La flotta americana verso la Siria

La flotta americana verso la Siria

TEL AVIV, Israele — All’inizio aveva negato. Poi nel pomeriggio è arrivata la conferma che questa mattina, intorno alle 11, Israele ha lanciato un missile nel Mediterraneo orientale, come parte di un test congiunto con gli Stati Uniti.

In un primo momento le stazioni di rilevamento russe hanno parlato del lancio di due missili balistici diretti verso le coste della Siria. La notizia è stata diffusa dal ministero della Difesa russo, che ha fatto riferimento a un lancio registrato dai radar di prima allerta della stazione di Armavir, nel sud della Russia.

Poi Israele, che aveva negato di essere a conoscenza di alcun lancio missilistico nell’area, ha rivelato di aver condotto con successo un test nel Mediterraneo in collaborazione con le forze statunitensi.

Il ministero della Difesa di Gerusalemme ha precisato però che si è trattato del lancio di un solo missile, nell’ambito di un’esercitazione di tipo difensivo. Secondo quanto riporta la stampa americana, un unico ordigno sarebbe stato lanciato da un aereo israeliano in volo sul mare.

Certo la mossa non fa altro che far salire la tensione nell’area. Intanto arriva l’avvertimento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Voglio dire a chiunque intenda farci del male: non è consigliabile”.

Nel frattempo l’Iran sostiene di aver passato agli Stati Uniti informazioni sull’introduzione in Siria di gas nervini già otto mesi fa. La rivelazione è stata fatta dal ministro della Difesa, il generale di brigata Hossein Dehqan, il quale ha detto che “la minaccia di un attacco militare col pretesto dell’uso di armi chimiche in Siria arriva dopo che gli Usa hanno ignorato gli avvertimenti dell’Iran circa gas Sarin che veniva portato in Siria otto mesi fa, praticamente spianando la strada per attacchi chimici in Siria”.

Senza fornire altri dettagli, il ministro iraniano ha sostenuto quanto sia chiaro che “gli Usa vogliono lanciare limitati attacchi per risollevare l’abbattuto morale dei terroristi in Siria e, fra l’altro, indebolire le capacità operative delle Forze armate siriane”.

Intanto al Senato Usa è arrivata la bozza di autorizzazione all’attacco. Prevede un limite di 90 giorni e il no a truppe di terra. Il Senato la voterà a breve. Obama avrà incontri bilaterali con il premier francese Hollande e quello cinese Xi a margine del G20 in programma a San Pietroburgo. Il presidente Usa risponderà a domande sulla Siria oggi da Stoccolma.

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