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Politica

Tentorio e la fuga in avanti del segretario Capelli

Di Redazione29 agosto 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Angelo Capelli

Angelo Capelli

BERGAMO — Ha destato un certo scalpore la recente intervista rilasciata alla stampa locale dal segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli. In un agosto caratterizzato dalle incertezze sul futuro del partito, anche a livello locale, Capelli avanza con anticipo fin troppo netto la candidatura a sindaco di Bergamo di Franco Tentorio, chiedendogli di accettare.

Della ricandidatura di Tentorio si parla da tempo immemore. Ma è la scelta di tempo della richiesta ufficiale di Capelli a far pensare. Per i motivi che andiamo a spiegare.

In primo luogo, negli ultimi mesi Capelli è stato fortemente messo in discussione dalla minoranza (secondo alcuni maggioranza) laica del partito. La sua linea politica – spesso in contrasto con quella del presidente Berlusconi, al quale in passato non ha lesinato critiche -, gli è costata la perdita di consenso a favore dei Berluscones.

Le decisioni del coordinatore a livello locale sono state a loro volta contestate da una maggioranza trasversale del partito – da Pagnoncelli a Piccinelli -, tanto che per mesi il coordinamento provinciale non è stato convocato anche per il timore di putch. E tanto che i laici sono arrivati ad elaborare un documento di aspra critica politica (mai presentato), tenuto come una spada di Damocle sulla testa del segretario.

Solo di recente Capelli, in virtù di una pax interna benedetta da Roma per evitare fibrillazioni in un momento delicatissimo per il partito, ha recuperato terreno. Forse per questo ha deciso di uscire pubblicamente con questa sorta di “ultimatum” al sindaco Tentorio. Il problema è che, a quanto risulta, la richiesta non è stata condivisa con il resto del partito.

In sintesi, Capelli chiede in maniera perentoria a Tentorio di rompere gli indugi e dire se vuol fare di nuovo il sindaco. Richiesta legittima, per carità. Ma secondo quanto trapelato non discussa anzitempo nelle sedi competenti, prima di andare in stampa.

Intendiamoci: la ricandidatura di Tentorio non dispiace ai laici. Ma è il metodo usato da Capelli che ha fatto storcere il naso (eufemismo) ai più. Dal momento che la strada verso la rielezione è decisamente in salita, forse un passaggio in coordinamento provinciale, se non altro per compattare le fila dell’intero partito, sarebbe stato consigliabile, è l’opinione diffusa. Non una questione di lana caprina ma di democrazia interna, spiegano.

Invece sul fronte laico grande è stata la sorpresa (secondo eufemismo) per l’iniziativa estemporanea del coordinatore, per giunta in un quadro ancora caratterizzato da grande incertezza. Sì perché il sindaco Tentorio non ha ancora chiarito se aderirà a Forza Italia oppure a Fratelli d’Italia. E in secondo luogo perché l’annunciata trasformazione da Pdl a Forza Italia prevede l’azzeramento dei vertici provinciali, e quindi non si comprende la fuga in avanti dell’attuale coordinatore.

Ora, delle due l’una: o il formigoniano Capelli ha avuto rassicurazioni che, anche con Forza Italia, il suo mandato non sarà in discussione (ma al momento non risulta). Oppure l’obiettivo della forzatura su Tentorio era altro. Sondare il terreno per un candidato d’area formigoniana, sarebbe facile pensare. Più probabilmente un tentativo di legittimazione stessa da parte del coordinatore, in vista di un possibile cambio al vertice deciso da Arcore.

Chiamando Tentorio a una discesa in campo, Capelli infatti trascina i laici in un percorso che difficilmente potranno contestare. E al contempo cerca di mostrare che la leadership del partito e l’iniziativa politica è salda nella mani del segretario, a pochi mesi da una possibile defenestrazione decisa da Milano.

La realtà delle candidature, invece, è un po’ diversa. Dice che in questo momento il Pdl non ha un candidato alternativo all’attuale sindaco. Si sono fatti diversi nomi. Da Ceci a Petralia, passando per Pezzotta. Ma nessuno sembra offrire le chance che offrirebbe una ricandidatura di Tentorio, anche in chiave centrodestra. La posizione della Lega d’altronde è chiara da tempo: Tentorio oppure andiamo da soli.

L’iniziativa di Capelli dunque tende a rafforzare la posizione del segretario e finisce, indirettamente, per lisciare il pelo al Carroccio dopo il duro scontro su Uniacque. Ma nel contempo manda su tutte le furie mezza Forza Italia. Con quali conseguenze lo capiremo nel prossimo periodo.

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