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Esteri

Siria, minaccia di attentati col gas nervino in Europa

Di Redazione29 agosto 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le navi Usa pronte all'attacco

Le navi Usa pronte all’attacco

DAMASCO, Siria — I terroristi che hanno effettuato attacchi con gas nervino in Siria presto colpiranno anche l’Europa. E’ l’avvertimento lanciato quest’oggi dal vice ministro degli Esteri siriano Faisal Miqdad.

Il viceministro ha detto che Londra e Parigi hanno aiutato i terroristi ad usare le armi chimiche in Siria e che gli stessi gruppi le useranno presto contro l’Europa. Parlando con i giornalisti a Damasco, Miqdad ha riferito di aver presentato agli ispettori dell’Onu le prove che “gruppi di terroristi armati” hanno usato il gas sarin in tutti i siti dei presunti attacchi.

“Ripetiamo che sono stati i gruppi terroristi ad usare le armi chimiche con l’aiuto degli Usa, della Gran Bretagna e della Francia e questo deve finire” ha precisato, aggiungendo: “Questo vuol dire che queste armi chimiche presto saranno usate dagli stessi gruppi contro il popolo d’Europa”.

Intanto proseguono i preparativi per un attacco che secondo la Gran Bretagna potrà avvenire solo dopo il via libera dell’Onu. Dunque servirà ancora qualche giorno prima di premere il grilletto.

Gli esperti intanto analizzano lo scenario di un eventuale attacco Usa, che potrebbe essere imminente. La prima ondata di attacchi verrà effettuata probabilmente dal mare con lanci di missili Tomahawk dalle 4 cacciatorpediniere classe Arleigh Burke e dai sottomarini americani e inglesi che stanno prendendo posizione in queste ore nel Mediterraneo orientale.

Bersagli gli edifici della catena di comando e controllo del regime siriano, palazzi governativi, difese aeree, caserme e depositi di armi. Mentre ci sono ancora dubbi sulla possibilità di colpire i siti di stoccaggio delle armi chimiche.

In questa prima fase è ipotizzabile anche l’impiego di bombardieri strategici B-52 provenienti dalla base di Diego Garcia che si trova nell’Oceano Indiano, e B-2 provenienti direttamente dalle basi negli Usa.

La fese successiva prevede ulteriori raid di cacciabombardieri decollati dalla base di Cipro di Akrotiri, e di Incirlik in Turchia, mentre resta da valutare l’utilizzo delle basi nel Golfo: Al Udeid in Qatar e Ali Al Salem in Kuwait, Al Dhafra negli Emirati e in Giordania.

La risposta della Siria e degli hezbollah iraniani dipende dall’entità della attacco e dai danni subiti. In caso di escalation non sono escluse rappresaglie contro i paesi arabi vicini e l’eventuale lancio di missili Scud contro Israele.

Intanto imprecisati esperti militari citati sempre dall’agenzia Fars ritengono che i “missili supersonici e anti-nave della Siria, inclusi gli Yakhont, Iskandar e gli Scud che non possono essere né intercettati né deviati dalle gigantesche navi da guerra della marina Usa stanno fungendo da deterrente per un attacco navale statunitense alla Siria”.

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