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Politica

Idea Pdl Bergamo: 12mila firme per referendum sulla giustizia

Di Redazione6 agosto 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il coordinatore del Pdl di Bergamo Angelo Capelli

Il coordinatore del Pdl di Bergamo Angelo Capelli

BERGAMO — Dodicimila firme da raccogliere da qui al 15 di settembre per due referendum di riforma della giustizia. Si è discusso di questo ieri sera al coordinamento provinciale del Pdl di Bergamo convocato finalmente dopo mesi.

L’idea è partita da un’iniziativa di Renato Brunetta che ha visto nei referendum proposti dai Radicali una buona occasione per portare la riforma della giustizia al centro del tavolo nazionale. L’iniziativa è poi stata recepita dal coordinatore regionale Mario Mantovani che, analizzando la situazione lombarda, ha subito notato che Bergamo allo scorso congresso aveva espresso 12mila voti e quindi poteva essere una buona base di partenza.

L’obiettivo di raccogliere tutte quelle firme è decisamente ambizioso, visti i tempi che corrono. Ma questo pare non aver spaventato il coordinatore provinciale Angelo Capelli che vorrebbe far partire da Bergamo (per poi allargare alle altre città d’Italia) la raccolta di sottoscrizioni per due referendum popolari: il primo per cercare di  superare i guai che affliggono la magistratura, con migliaia di processi in arretrato e ritardi a catena; il secondo sulla responsabilità civile dei giudici.

La proposta non ha raccolto consensi unanimi fra i 18 esponenti del Pdl presenti al coordinamento. Apprezzabile il tentativo di Capelli di mettere Bergamo al centro della scena nazionale e delle attenzioni di Silvio Berlusconi, peraltro aspramente e legittimamente criticato dall’ala formigoniana negli anni scorsi. Ma a far nascere più di un dubbio è soprattutto la tempistica.

Con agosto e la gente in vacanza, con la disaffezione alla politica mostrata dalla stragrande maggioranza degli italiani, il rischio flop è dietro l’angolo. La raccolta firme inoltre cadrebbe inoltre in un momento in cui il partito sarà impegnato nella sua riorganizzazione per il passaggio dal Pdl a Forza Italia.

Da più parti dell’area laica sono arrivati inviti a Capelli per un’azione più decisa ed efficace a favore di Berlusconi di quanto siano i referendum già proposti dai Radicali. Si va da un referendum costituzionale alla creazione di un documento politico a sostegno del Cavaliere, fino alla proposta di cambiare fin da subito il nome dei gruppi Pdl in Comune e Provincia in “Forza Italia Berlusconi presidente”, finanche a “Berlusconi libero”. Non senza qualche mal di pancia da parte degli ex An.

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