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Bergamo

Accademia Carrara e fondazione: Tentorio precisa

Di Redazione1 agosto 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio

Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio

BERGAMO — “La pluralità di voci e interventi che durante e dopo il recente Consiglio comunale del 22 luglio si sono da più parti levati sui destini della nostra Accademia Carrara, insieme a utili stimoli, ha prodotto anche qualche confusione”. Lo sostengono in questa lettera inviata alla stampa il sindaco di Bergamo Franco Tentorio e l’assessore comunale alla Cultura Claudia Sartirani. Ecco il testo.

“Ci sembra utile fare il punto della situazione e offrire alcuni chiarimenti. Già attraverso i nostri interventi in Consiglio Comunale sono stati dissipati i principali equivoci. E’ preciso e assoluto obiettivo dell’Amministrazione comunale:
1) aprire e tenere aperta l’Accademia Carrara, garantendo al museo standard qualitativi adeguati alla sua storia e al patrimonio che custodisce;
2) farlo tramite una gestione indiretta, attraverso una “fondazione di partecipazione” senza fini lucrativi, alimentata da un indispensabile e prevalente supporto economico di sostenitori privati. Solo così si potrà passare ad una gestione innovativa e all’avanguardia, in linea con i principali musei europei;
3) garantire che nell’organo direttivo della fondazione sia presente una forte rappresentanza comunale;
4) mantenere al Comune la proprietà, la conservazione e la tutela di tutto il patrimonio artistico e culturale dell’Accademia, oltre che un suo significativo ed essenziale contributo economico;
5) definire gli obiettivi strategici di valorizzazione dell’Accademia, che devono armonizzarsi con le politiche culturali dell’Amministrazione comunale e con le finalità originarie del lascito Carrara.
Ciò avverrà in modo dettagliato e preciso attraverso l’apposita convenzione che legherà il Comune e la Fondazione.

Da qualche parte sono giunti rilievi all’Amministrazione comunale, che è stata rimproverata di non avere coinvolto in modo ampio e tempestivo i vari portatori di interesse nei suoi processi decisionali volti a garantire il futuro della Pinacoteca. A noi non sembra assolutamente così. Dal momento che, dopo avere valutato e studiato a fondo la materia, sia attraverso competenze interne che esterne, le ipotesi e le soluzioni a cui l’amministrazione è giunta sono state ampiamente e ripetutamente illustrate in varie sedi: nel cda dell’Accademia Carrara dello scorso 14 maggio, nelle commissioni consiliari, nel consiglio comunale straordinario tenutosi il 20 giugno fino al recente e ultimo consiglio comunale del 22 luglio scorso, alla presenza dei tecnici e degli esperti – veramente capaci e appassionati – che sono stati messi a disposizione per ogni dubbio o interrogativo che potesse sorgere. E’ stato dettagliatamente illustrato tutto il percorso intrapreso già dalla fine del 2011 dall’Amministrazione comunale e sono state messe in luce le difficoltà non solo economiche, ma derivanti dal mutevole quadro legislativo.

Perciò, a chi ha proposto di ispirarci ai modelli di fondazione partecipata di Venezia, oppure Torino, che pure abbiamo esaminato e valutato, dobbiamo rispondere che purtroppo oggi quei modelli non sono replicabili perché nuove leggi, che non condividiamo, non lo consentono.

Che nessuno si sia mai sognato di ipotizzare privatizzazioni dell’Accademia Carrara è stato già ampiamente chiarito dai nostri interventi in Consiglio comunale. Dissentiamo da chi l’ha pensato solo perché si è scelto di utilizzare come strumento gestionale dell’Accademia una fondazione di partecipazione, che è un ente giuridico di diritto privato, senza tener conto della prevista e necessaria esistenza di una precisa convenzione con l’ente pubblico.

Come il Comune possa e debba efficacemente sorvegliare e controllare l’attività della fondazione, come in sostanza ne presìdi il lavoro e ne controlli l’operato a garanzia degli obiettivi strategici di valorizzazione del patrimonio Carrara in armonia con le politiche culturali pubbliche dell’Amministrazione comunale e con le finalità originarie del conte fondatore, è una questione essenziale sulla quale non intendiamo derogare.

L’Amministrazione comunale, fortemente sostenuta dai suoi tecnici, ha ritenuto che la costituzione di una fondazione di partecipazione di diritto privato, ma convenzionata in modo preciso con il Comune, fosse lo strumento migliore e più rispettoso delle leggi rispetto all’utilizzo della Cobe Spa, società di totale partecipazione comunale che avrebbe dovuto essere trasformata in Fondazione e aperta ai privati, come invece richiesto dalle opposizioni.

Fin da ora comunque dichiariamo che se la legge – come sembra – cambierà, consentendo al Comune di partecipare al capitale della Fondazione, lo si farà sicuramente, pur mantenendo la stretta collaborazione con il privato.

Si tratta di visioni pur giuridicamente differenti, ma comunque non fondamentali sul piano strategico.

Da ultimo la commissaria. Abbiamo registrato da parte di questo storico consesso una certa preoccupazione rispetto al percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale, che abbiamo appena descritto.

La nostra convinzione è che, alla luce delle precisazioni che abbiamo, in questa e in altre sedi fornito, siano stati dissipati i dubbi in quanto è tassativamente confermato al Comune il compito di conservazione e di tutela del patrimonio artistico.

L’Amministrazione e i suoi tecnici sono comunque a disposizione in un costante spirito di cooperazione e condivisione per il miglior futuro della Pinacoteca, nel rispetto della tradizione e al contempo anche nel rispetto del ruolo del Comune e dei suoi organi eletti dai cittadini che da oltre 50 anni sono stati direttamente chiamati a garantire la continuità e l’accrescimento dell’inestimabile patrimonio, prima di tutto facendolo proprio e poi investendo elevatissime somme per garantirne la fruizione alla città, secondo le volontà del Conte Giacomo Carrara.

Dunque nessun passo indietro dopo le votazioni del 22 luglio scorso in Consiglio comunale, che è il primo organo competente. Ma, come sempre, specie in sede di stesura della convenzione, siamo pronti a migliorare il percorso anche alla luce di eventuali innovazioni di legge.

Avanti dunque con decisione e coraggio nel rispetto dei valori della Carrara ma con il fine importantissimo di una nuova gestione, ricca di idee e di visitatori”.

Franco Tentorio e Claudia Sartirani

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