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Politica

Terzi: dalla Regione moratoria a nuovi inceneritori

Di Redazione26 luglio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'inceneritore Rea di Dalmine

L’inceneritore Rea di Dalmine

MILANO — Una moratoria per gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati, fino all’approvazione del nuovo Prgr (Piano regionale di gestione dei rifiuti), prevista fra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. È quanto ha deciso ieri la giunta regionale della Lombardia.

“Con il provvedimento di ieri la giunta regionale ha inteso intervenire su tutte le autorizzazioni inerenti la realizzazione di nuovi impianti o l’ampliamento di quelli già esistenti per il recupero e smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati” ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente, la bergamasca Claudia Maria Terzi.

Secondo i dati a disposizione degli Uffici di Regione Lombardia, che andranno a costituire la base del Piano regionale di gestione dei rifiuti di prossima approvazione, i 13 impianti ad oggi esistenti in Lombardia, sono più che sufficienti per far fronte al fabbisogno dei prossimi dieci anni, senza bisogno di
ulteriori strutture o ampliamenti.

“Il piano in fase di elaborazione – ha spiegato l’assessore Terzi – si basa su due pilastri: da una parte, un forte aumento della raccolta differenziata, che stimiamo possa arrivare fino al 67 per cento entro il 2020 (contro il 50,6 per cento attuale), dall’altra, la riduzione del totale dei rifiuti prodotti per effetto della crisi, di politiche virtuose e dell’impegno dei cittadini lombardi: dal 2010 si registra un -2 per cento annuo”.

“Oggi la capacità di smaltimento dei rifiuti solidi urbani rispetto al fabbisogno è sovradimensionata, nel 2020 gli impianti saranno probabilmente in esubero: non si capisce quindi perché dovremmo autorizzare ampliamenti o persino nuove strutture”.

La delibera interesserà, fra gli altri, due degli undici impianti di competenza regionale, per i quali è in corso un procedimento di valutazione di impatto
ambientale per l’ampliamento della capacità di smaltimento: Rea di Dalmine (Bergamo) e Prima di Trezzo sull’Adda (Milano).

“La volontà della Giunta Maroni – ha concluso l’assessore Terzi – è di continuare la politica intrapresa da tempo, che mira a rendere la Lombardia indipendente dal punto di vista della produzione e dello smaltimento dei rifiuti, ma questo non vuol dire che dobbiamo diventare la pattumiera d’Italia, accogliendo e smaltendo i rifiuti provenienti da altre Regioni. Noi facciamo il nostro dovere, che lo facciano anche le altre Regioni”.

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