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Psicologia

Gli intellettuali restano giovani più a lungo

Di Redazione17 luglio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Leggere fa bene

Leggere fa bene

Chi ama leggere, scrivere e studiare resta giovane più a lungo e mostra un tasso di declino cognitivo più lento del 15 per cento rispetto a chi si è detto meno abituato ad attività di tipo intellettuale.

“La ricerca ci conferma che quello che istintivamente i familiari mettono in campo con i loro cari malati di Alzheimer funziona davvero nell’ostacolare la progressione della malattia” spiega Patrizia Spadin, Presidente di Aima (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer).

“Certo, l’attività formale di riabilitazione cognitiva conduce a risultati misurabili e provati. Ma anche trovarsi con gli amici, fare una passeggiata o una nuotata, leggere un buon libro, fare le parole incrociate e mangiare sano, oltre a influire positivamente sul tono dell’umore, danno beneficio alle cellule cerebrali e quindi alla mente. Per chi si sente impotente davanti ad una malattia così devastante come la demenza, è fondamentale sapere di avere anche queste armi nella battaglia contro il deterioramento cognitivo”.

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