iscrizionenewslettergif
Patrizia Siliprandi

Il problema dei farmaci che mancano

Di Patrizia Siliprandi15 luglio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il problema dei farmaci che mancano
Una farmacia

Il problema dei farmaci contingentati, dei farmaci cioè che le ditte produttrici centellinano sul mercato nazionale perché in alcuni Paesi del Nord Europa hanno un prezzo di vendita anche 5 volte a quello fissato dall’Aifa per l’Italia, e quindi conviene indirizzarli verso quei mercati, sta assumendo nei media la rilevanza che gli compete.

Tardi direi, ma almeno se ne comincia a parlare, anche nelle sedi giudiziarie vista la denuncia al riguardo presentata da Federfarma Lazio. Da farmacista vivo da tempo la problematica e troppo spesso ho dovuto rimandare indietro l’utente perché il farmaco non era reperibile presso i grossisti.

Che sia colpa di questi ultimi o delle case produttrici lo stabilirà la magistratura. Da parte mia rilevo che il problema si è ingigantito a seguito dell’entrata sul mercato di una nuova categoria di “grossisti”, cioè di quei farmacisti che, approfittando di una facoltà concessa dal decreto di liberalizzazione di Bersani, hanno ottenuto l’autorizzazione anche al commercio all’ingrosso.

Questi, in pool o singolarmente, hanno compreso subito il business, accaparrandosi i farmaci in questione preso le ditte produttrici, per poi esportarli verso il Nord Europa, hanno reso ancor più difficile l’approvvigionamento da parte del canale distributivo.

La stortura sta nel fatto che molti di questi nuovi grossisti siano tali solo di nome e indirizzati principalmente a fare incetta di farmaci oggetto di speculazione. C’è da sperare che gli organi preposti facciano il loro dovere controllando i requisiti di legge, tra cui la disponibilità del 90 per cento dei farmaci e degli stupefacenti, requisiti che probabilmente esistono solo sulla carta, eliminando così, per quanto possibile, almeno una causa di tale problema.

Finché non avverrà, o per l’inerzia nei controlli o per connivenza, chi ci rimetterà sarà come al solito l’utente, la persona comune senza santi in paradiso. Peccato che questo utente sia anche una persona malata che ha bisogno di farmaci essenziali per la sua salute e che chiede solo assistenza sanitaria che in questo momento gli viene negata o resa quanto mai difficoltosa.

Patrizia Siliprandi

Discarica amianto, perché non sono intervenuti?

La cava VailataNei giorni scorsi è uscita la notizia che è data per scontata l'autorizzazione alla nuova ...