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Cassa integrazione: dati ancora allarmanti

Di Redazione18 giugno 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Dati allarmanti sulla cassa integrazione in Bergamasca

Dati allarmanti sulla cassa integrazione in Bergamasca

BERGAMO — La cassa integrazione nel settore metalmeccanico lombardo continua a crescere. Lo sostiene la Cgil di Bergamo in base ai dati resi noti dall’Inps.

Considerando il periodo compreso tra giugno 2012 e maggio 2013, spiega il sindacato, e lo stesso periodo dell’anno precedente si nota che si è arrivati a 101 milioni e 400mila ore contro i 90 milioni e 650mila ore del periodo precedente.

Una crescita dell’11,9 per cento. Da considerare che ci sono province che soffrono più di altre. Tra queste Bergamo (+ 46,6 per cento), Lecco, (+ 39), Pavia (+ 66), Sondrio (+ 226). Ad aumentare è soprattutto la cassa integrazione ordinaria, che è cresciuta del 46,8 per cento. La straordinaria, invece, è praticamente stabile, con un lieve incremento del 3,6 per cento, mentre la deroga crolla a -35,4 per cento.

Lo scorso mese, le ore di cassa integrazione nel settore metalmeccanico lombardo sono state 7 milioni e 600mila contro i circa 9 milioni e 300mila di maggio 2012. Una diminuzione pari al 18,6 per cento. Nonostante il calo generale del mese su mese, le ore di cassa nelle province di Bergamo e Brescia restano comunque in aumento, rispettivamente con un +11,8 e un +17,6 per cento.

“I dati dimostrano chiaramente che non c’è alcun elemento di ripresa ma un pesante aggravamento della situazione industriale e occupazionale del territorio – sostiene Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia. – A soffrire sono soprattutto le province ad alta vocazione metalmeccanica come quelle di Bergamo e Brescia. Non può trarre in inganno la diminuzione dell’utilizzo della deroga, che non deve essere letto come un miglioramento della situazione. La deroga è in calo semplicemente perché, non essendo ancora arrivata la copertura da parte del Governo, in Lombardia sono bloccate le decretazioni delle domande e circa 50mila lavoratori, non solo metalmeccanici, aspettano il pagamento”.

La Fiom Cgil ribadisce la richiesta che sta facendo da settimane alla Regione Lombardia. “Serve l’estensione dei contratti di solidarietà, strumento fondamentale, che in questo momento permetterebbe di salvaguardare l’occupazione, a quante più aziende in crisi possibile. Abbiamo bisogno di finanziamenti, da parte del Pirellone, che incentivino l’uso dei contratti di solidarietà, come è successo in altre regioni come il Friuli Venezia Giulia. E’ tempo che Maroni e la sua giunta passino davvero dalle parole ai fatti. Dovranno rendere conto ai lavoratori stessi di questa gravissima situazione sociale”.

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