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Politica

Questo “decreto del fare” non salverà il Paese

Di Redazione16 giugno 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Enrico Letta

Enrico Letta

ROMA — Meglio qualcosa che niente, per carità. Ma la sensazione netta è che la montagna abbia partorito un topolino. Ci riferiamo al tanto atteso “decreto del fare” che almeno nelle intenzioni doveva cambiare le sorti dell’economia italiana. In realtà, al di là di qualche intervento, difficilmente il provvedimento risolverà la drammatica situazione in cui versa il Paese.

Il provvedimento manca di iniziative incisive sulla detassazione delle imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro, su un piano industriale ed economico concreto e realizzabile, su un piano energetico nazionale, su un piano tecnologico nazionale. Insomma dal “decreto del fare” mancano le “cose da fare” che avrebbero cambiato davvero le sorti dell’Italia e che speriamo rientrino in provvedimenti urgenti del futuro prossimo.

Nel frattempo, il documento presentato è una serie di interventi di piccolo cabotaggio che, con buona pace dei partiti al governo, non possono essere assolutamente spacciati per “salvifici”, almeno secondo quanto reso noto finora. Poco, onestamente troppo poco per rilanciare l’economia.

Ecco il contenuto del “decreto del fare” presentato dal premier Enrico Letta nella conferenza stampa a Palazzo Chigi.

FISCO AMICO E LOTTA ALL’EVASIONE – Niente pignorabilità della casa al di sotto dei 120mila euro di debiti con il fisco. Maggiore possibilità di rateizzazione dei debiti fino a 120 rate. Poi un’enunciazione generica priva di riferimenti precisi: “Confermiamo una lotta senza quartiere all’evasione fiscale senza però un atteggiamento punitivo” e si punta ad “un fisco amico soprattutto nei confronti di chi ha difficoltà” ha detto Letta.

INFRASTRUTTURE, 3 MILIARDI – Lavori per un totale di circa 3 miliardi di euro in piccole, medie e grandi opere, con una ricaduta a livello occupazione di almeno 30mila nuovi posti di lavoro. Praticamente una goccia nel mare. Per intenderci, la disoccupazione nella sola Bergamasca è di 33mila persone.

100 MILIONI PER EDILIZIA SCOLASTICA – Il governo stanzierà 100 milioni per la disastrata edilizia scolastica e la manutenzione degli edifici prima dell’apertura dell’anno scolastico.

PER UNIVERSITA’1500 ORDINARI E 1500 RICERCATORI – Si ampliano le possibilità di assumere nelle università e negli enti di ricerca per l’anno 2014, elevando dal 20 a 50 per cento il turn-over, ovvero il limite di spesa consentito a rispetto alle cessazioni dell’anno precedente. Con questo provvedimento si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori” di tipo B.

GIUSTIZIA CIVILE, TERAPIA D’URTO – Per la giustizia civile “abbiamo pensato di dare vita a una terapia d’urto” ha detto il ministro della Giustizia Cancellieri. Ci sarebbe lo smaltimento di 1 milione e 200mila pratiche arretrate, attraverso “varie modalità, quali la mediazione e i giudici ausiliari”. Mah…

LUPI, STOP TASSA PICCOLE BARCHE — Rimodulazione della tassa sulle imbarcazioni: “Rimane per le grandi barche, annullata per le piccole imbarcazioni, dimezzata per le imbarcazioni medie, sotto soglia dei 18-20 metri”: problema fondamentale per il Paese.

INDENNIZZO PER I RITARDI DELLA PUBBLICA AMMNINISTRAZIONE – Il governo ha varato “in via sperimentale” una norma che introduce “un indennizzo per il ritardo nei procedimenti e che comporta una responsabilizzazione di tutti i soggetti della pubblica amministrazione”.

LIBERALIZZAZIONE WIFI INTERNET – Il provvedimento varato oggi dal governo ha “liberalizzato completamente Internet” nel senso che nell’uso del “wifi non sarà richiesta più l’identificazione personale degli utilizzatori”.

CONSUMO DI SUOLO – “Passiamo dall’uso selvaggio dei territori all’uso consapevole. Dobbiamo preservare il territorio quindi mettiamo un limite all’uso del terreno agricolo. La difesa della terra non è una battaglia di destra o di sinistra”. Al di là dell’enunciazione, come sarà non è dato sapere.

INVESTIMENTI – Cinque miliardi di euro per sostenere le imprese che vogliono investire in macchinari, 500 milioni di tagli sulle bollette energetiche.

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