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Storia

Prima del Comune: Bergamo nell’alto Medioevo

Di Redazione3 giugno 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Crocette d'oro trovate a Zanica

Crocette d’oro trovate a Zanica

Il Comune fu un’organizzazione politica del tutto nuova, che scardinava le forme di governo precedenti. Per comprendere la sua realizzazione ci pare opportuno proporre una breve sintesi della storia della Bergamo altomedioevale.

Dopo la caduta dell’Impero romano l’evento più significativo per la città era stata l’invasione da parte dei Longobardi. Non si trattava solo di una conquista militare ma di una vera e propria migrazione di massa, che nel 568 d.C. aveva portato in Italia, ma in particolare in Lombardia, migliaia di persone, uomini, donne e bambini stanziatisi poi stabilmente nei nostri territori.

Nel corso del tempo aveva avuto luogo una forma di integrazione con la popolazione locale, anzi una profonda compenetrazione. La lingua, elemento essenziale dell’identità di un popolo, accolse allora vocaboli e forme longobarde. Nei secoli si formò un’ unica popolazione.

Probabilmente, come dice il Belotti, le classi meno abbienti conservarono maggiormente la coscienza delle proprie origini locali e dell’antico municipio romano, l’impronta longobarda segnò più a lungo i ceti alti. Le grandi famiglie bergamasche di epoca comunale erano in gran parte discendenti degli arimanni,la classe sociale più elevata del popolo longobardo. La professione di legge longobarda rimase per molto tempo accanto a quella romana e parzialmente la sostituì.

Elemento di divisione era stata nei primi tempi la religione. Al loro arrivo i Longobardi professavano la confessione cristiana dell’arianesimo, ritenuta eretica dalle gerarchie ecclesiastiche ed avevano edificato templi ariani. In seguito si erano convertiti al cattolicesimo.

Duecento anni dopo l’esercito dei Franchi sconfisse l’ultimo re longobardo. Il giorno di Natale dell’anno 800 Carlo Magno cingeva la corona del Sacro Romano Impero. Gran parte delle terre italiane passarono a farne parte e fra queste la città di Bergamo con il contado. Gli abitanti di origine longobarda erano ormai assimilati a quelli di origine locale. L’impero fu diviso in contee, i cui conti esercitavano i poteri loro delegati dall’Imperatore e godevano dei frutti del territorio amministrato.

Anche Bergamo fu governata da un “comes”, che si affiancava al Vescovo cui spettava il potere religioso. La situazione bergamasca rimase analoga dopo la frantumazione dell’Impero carolingio e tutto quel complesso arco di tempo durante il quale tra il IX e il X secolo dinastie diverse si disputarono il titolo di Imperatore e il dominio del territorio italiano.

La città continuò ad essere governata da un conte. Abbiamo già raccontato in una puntata precedente come nel corso di tali contese Bergamo fu l’unica città che oppose resistenza alle truppe tedesche, al servizio di Arnolfo di Carinzia, pretendente al trono.

Il “valoroso” conte Ambrogio e il vescovo Adalberto si prodigarono insieme strenuamente nella difesa della città assediata. Dopo la sconfitta, il conte Ambrogio fu impiccato presso la porta della città “rivestito delle insegne del suo grado quasi a maggior vituperio”, come racconta il Belotti. Il vescovo Adalberto fu tratto prigioniero.

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