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Politica

Bergamo non è città per giovani, ma neanche per vecchi

Di Redazione31 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo

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BERGAMO — “Le notizie di questi giorni relative alla chiusura di ben 3 noti locali in Bergamo e nelle vicinanze fanno riflettere sugli spazi di svago presenti in città e sulla sua vivibilità”. Lo sostengono Clementina Gabanelli e Fausto Amorino, rispettivamente coordinatrice e consigliere comunale di Sel Bergamo.

“E’ necessario conciliare le legittime esigenze di divertimento con le altrettanto legittime esigenze di tranquillità. Missione impossibile? No, se si riparte da un’idea globale di città, se le questioni vengono affrontate con un ampio respiro della visione urbana che sappia preservare e ampliare le tante qualità della nostra città” spiegano gli esponenti di Sel.

“Per trasformarla e renderla vivibile nella quotidianità, ad esempio, è necessario investire sulla centralità delle smart cities adottando una visione sistemica del governo del proprio territorio, favorendo i processi partecipativi, immettendo risorse per qualificare il nostro vivere quotidiano”.

“Difficile? Non proprio: questa deve essere la strada da percorrere, pena una città triste, spenta che non soddisfa nessuno” concludono  Gabanelli e Amorino.

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