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Bergamo: 1200 morti l’anno a causa del fumo

Di Redazione29 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo, 1200 morti all'anno a causa di malattie legate al fumo di sigaretta

Bergamo, 1200 morti all’anno a causa di malattie legate al fumo di sigaretta

BERGAMO — A Bergamo si stima che oltre 1.200 persone ogni anno muoiano per patologie correlate al tabagismo e che i fumatori adulti nella nostra provincia superino i 270mila. Sono i dati resi noti dall’ospedale di Bergamo, tratti da uno studio redatto dall’Asl nel 2008.

Per questo, anche quest’anno, in occasione della “Giornata mondiale senza tabacco”, che verrà celebrata in tutto il mondo venerdì 31 maggio, l’azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII organizza in Hospital Street, vicino all’ingresso Est, dalle 10 alle 14, un gazebo informativo per sensibilizzare i cittadini sui danni causati dal fumo, organizzato in collaborazione con la Lega Italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e l’Asl di Bergamo.

L’evento viene indetta dall’Organizzazione mondiale della sanità per contrastare una vera e propria epidemia silenziosa, che nel mondo uccide ogni anno oltre 6 milioni di persone. In Italia si stima che le morti collegate al fumo arrivino a 83mila (circa 30 mila per malattie polmonari) in un solo anno.

Inoltre la dipendenza dal fumo è causa certa di circa 30 malattie tra cui broncopneumatopie croniche, diverse forme tumorali, cardiopatie e vasculopatie. Per questo il fumo è una delle problematiche più severe della sanità anche nel nostro Paese.

Al gazebo i visitatori potranno sottoporsi al test per la misurazione del monossido di carbonio e ricevere informazioni preziose dai medici di Pneumologia e Oncologia Medica dell’ospedale bergamasco, mentre le studentesse del corso di laurea di Ostetricia, coordinate da Edda Pellegrini, e alcuni studenti della quinta elementare dell’Istituto “Manzoni” di Bergamo consegneranno ai visitatori una mela, un pacchetto di biscotti o di fette biscottate in cambio di una sigaretta e distribuiranno materiale appositamente ideato dai bambini su questo tema. Due di loro si recheranno in Ostetricia per consegnare alle neomamme un vasetto con erbe officinali, offerte da Lilt Onlus, e una cartolina disegnata dai piccoli studenti, con il messaggio: “Allontana il fumo, avvicina il tuo bambino”, mentre in pediatria verrà distribuito ai più piccoli un cd musicale.

“Lilt Onlus si impegna ormai da molti anni, anche in collaborazione con l’Asl di Bergamo, nell’educazione dei più piccoli affinché apprendano uno stile di vita corretto e ispirato ai principi del mantenimento della salute: il movimento, una alimentazione equilibrata e variata, e l’eliminazione del fumo rappresentano un buon punto di partenza per gli adulti di domani” ha spiegato Lucia De Ponti, segretario Lilt Onlus.

I bambini avranno infine la possibilità di visitare il Laboratorio di fisiopatologia della respirazione e incontrare gli esperti dell’ospedale per un momento di sensibilizzazione e di educazione sull’importanza della respirazione per il corpo umano. Parallelamente nella mensa aziendale verranno utilizzate tovagliette appositamente create per la giornata, ispirate alla campagna di Regione Lombardia “L’aria è per tutti. Grazie di non fumare”.

“Questa iniziativa è frutto del ruolo attivo che la nostra azienda ospedaliera ha scelto di assumere nella lotta al tabagismo, che si è concretizzata anche nell’adesione alla rete provinciale per la cessazione del fumo promossa dall’Asl di Bergamo – ha spiegato Laura Chiappa, direttore sanitario dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. In questo ambito stiamo sviluppando un progetto per cui degli operatori sanitari appositamente formati intercettano i pazienti fumatori che vengono ricoverati o accedono ai nostri ambulatori, offrendo loro interventi mirati per aiutarli a smettere, che possono variare dalla ricezione di sms o email con consigli pratici alle terapie di gruppo, dalla segnalazione dei centri antifumo attivi in provincia fino alla prescrizione di farmaci per aiutarli a eliminare la dipendenza”.

Lo scorso 16 maggio si è tenuto il primo corso di formazione rivolto agli operatori antifumo delle unità coinvolte nella prima fase del progetto, e cioè Oncologia, Pneumologia, Ostetricia e ginecologia, Screening mammografico, Ambulatori pre-operatori, Cardiologia e Servizio sanitario aziendale.

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