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Politica

Benigni (Pdl): auspichiamo aperture da parte di Capelli

Di Redazione29 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il coordinatore regionale dei giovani del Pdl Stefano Benigni

Il coordinatore regionale dei giovani del Pdl Stefano Benigni

BERGAMO — Amministrative, segretaria provinciale, futuro della città, rilancio del partito. Di tutto questo parla Stefano Benigni, coordinatore regionale della Giovane Italia ed esponente di spicco del gruppo laico del Pdl di Bergamo, in questa intervista concessa a Bergamosera.

Benigni, partiamo dall’ultima notizia: Enrico Piccinelli è diventato senatore. Cosa cambia negli equilibri del partito in Bergamasca?
Credo sostanzialmente poco. Nel senso che già da diverso tempo è in atto in processo che dovrebbe portare a un cambiamento di rotta da parte del coordinamento provinciale, verso una vera condivisione di intenti. Chiaro che da un punto di vista politico, per quanto riguarda la componente laica e per il partito tutto, si tratti di un risultato positivo. Ad oggi potevamo contare sull’onorevole Gregorio Fontana. Avere anche un senatore, e probabilmente due con il passaggio di Pagnoncelli, per il partito e il territorio bergamasco è decisamente positivo.

Questo si tradurrà in una maggior pressione sulla segreteria Capelli?
Non credo. Credo che Capelli si sia reso conto di aver sbagliato ad attuare una gestione del partito che fino ad oggi è risultata molto problematica. Un anno fa ha vinto il congresso col 58 per cento. In un anno si è dimenticato completamente dell’altro 42 per cento che comunque c’è, ha dato buona prova di sé, e ha chiesto una gestione democratica del Pdl.

Ma quel rapporto di forza esiste ancora?
La sensazione è che il 42 per cento si sia allargato e che oggi esista una nuova maggioranza all’interno del coordinamento provinciale. Da statuto del Pdl, il coordinamento è un organo che non può decidere le sorti del coordinatore. E’ chiaro, però, che se la maggioranza del coordinamento chiede una svolta, un cambio di rotta, manda un segnale forte. Un segnale politico preciso.

Il metodo Capelli di ristrutturazione del partito è stato efficace?
Non lo posso dire io. Il congresso lo ha legittimato a fare le scelte che più ritiene opportune.

Si parlava di democratizzazione, di congressi comunali che poi non sono mai stati fatti…
La colpa non è da addossare esclusivamente a Capelli. La gestione del partito deriva spesso da una linea scelta a livello nazionale. Per cui nel momento in cui Roma non ha dato il via libera per i congressi comunali Capelli, in qualità di coordinatore provinciale, non ha potuto fare altro che prenderne atto.

Quali valutazioni verranno a galla nel prossimo coordinamento provinciale? Quando sarà?
Non è una questione di tempistica quella in gioco. Attendiamo il prossimo coordinamento provinciale per discutere di un percorso politico. L’ultimo è stato fatto, se non erro, il 9 novembre scorso. Dopo sei mesi credo sia arrivato il momento di parlare della gestione del partito che ripeto, a mio modo di vedere, dovrebbe essere allargata e democratica. Credo che Capelli lo abbia capito e sono certo che, su un argomento simile, i suoi non gli faranno mancare il loro appoggio.

Cosa chiederete al coordinatore provinciale?
Ripeto, una gestione democratica e condivisa. Credo che Capelli l’abbia intuito e secondo me farà dei passi in avanti, di apertura notevoli. Anche perchè l’anno prossimo ci saranno appuntamenti dove, obiettivamente, non si possono lasciar da parte pezzi di partito. Servirà mettersi intorno a un tavolo e parlare con tutte le anime del partito se si vogliono trovare le condizioni per ottenere dei buoni risultati alle prossime amministrative.

Il bersaglio grosso è la città di Bergamo…
Partiamo da un risultato, quelle delle ultime politiche, che per quanto riguarda la città di Bergamo è stato oggettivamente preoccupante. Ma sono sicuro che, con un buon lavoro di condivisione, in un anno si possa cambiare.

Il candidato sarà ancora Tentorio?
Ad oggi l’unico candidato autorevole in campo è Tentorio. Dopodiché la scelta spetta a lui. Dovrà fare tutte le valutazioni del caso, sia all’interno del partito sia all’esterno, per vedere se ancora una volta sia apprezzato dalla gente, per ricandidarsi o meno.

Il centrosinistra vi accusa di aver solo amministrato…
Credo che Tentorio sia un buon sindaco. E’ chiaro che ha dovuto affrontare delle situazioni difficilissime a causa della crisi ed è stato costretto anche a scelte, suo malgrado, impopolari.

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