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Maltempo: apicoltori e agricoltori in difficoltà

Di Redazione27 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il maltempo sta mettendo in difficoltà gli apicoltori

Il maltempo sta mettendo in difficoltà gli apicoltori

BERGAMO — Il maltempo eccezionale degli ultimi mesi ha ostacolato il lavoro delle api che non sono riuscite a raccogliere dai fiori il polline e il nettare indispensabili per la loro sopravvivenza e la produzione di miele.

La Coldiretti bergamasca sottolinea che a risentire gli effetti di pioggia e freddo sarà soprattutto la produzione del miele di acacia, uno dei più pregiati e apprezzati dai consumatori. E’ stata limitata anche la produzione di miele di tarassaco.

“I problemi si sono manifestati fin da marzo – spiega Irvano Fortini, apicoltore di Arzago D’Adda – quando a causa delle condizioni climatiche avverse le api non hanno avuto la possibilità di reperire il cibo necessario e quindi di moltiplicarsi. Lo sviluppo delle famiglie si è completamente fermato e ora il numero delle api è notevolmente ridotto rispetto a quello degli anni scorsi. L’inizio della stagione è sempre molto delicato per gli sciami e questa primavera pazza ha creato veramente delle grosse difficoltà”.

La prima fioritura ad essere compromessa è stata quella del tarassaco e a seguire quella dell’acacia, che è tra le più importanti per gli apicoltori bergamaschi.

“Quest’anno la produzione di miele di acacia – prosegue Fortini – sarà molto inferiore rispetto al normale. Ho stimato di arrivare a 5 kg per alveare contro i 25 kg medi degli anni scorsi. Poiché rappresenta una grossa parte della mia produzione, il danno che subirò non sarà di poco conto. Anche la produzione di miele di tarassaco non è stata la stessa, ho prodotto 7 quintali contro i 30 quintali che produco quando la stagione segue ritmi normali”.

La Coldiretti bergamasca evidenzia che anche i produttori di piccoli frutti e di frutta in generale hanno subito danni. A causa delle piogge abbondanti e persistenti le ciliegie sono di piccole dimensioni e in molti casi presentano muffe. I lamponi invece soffrono per il ristagno idrico e hanno un ritardo vegetativo di oltre due settimane.

In montagna le nevicate fuori stagione degli ultimi giorni hanno completamente rovinato il primo taglio di fieno. Questo obbligherà gli allevatori ad acquistare il foraggio per poter alimentare il bestiame e comporterà un pesante aggravio dei costi, già molto elevati.

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