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Discarica amianto, Legambiente: Sabb esca dalla Team

Di Redazione22 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il terreno su cui è prevista la discarica d'amianto

Il terreno su cui è prevista la discarica d’amianto

TREVIGLIO — Intendiamo intervenire, a fronte delle ultime dichiarazioni di varie forze politiche e sociali, sulla questione dello stato d’avanzamento dell’autorizzazione della discarica d’amianto sull’area dell’ex cava Vailata.

Prendiamo atto dell’impegno degli Amministratori locali schierati contro la discarica, delle dichiarazioni di Maroni e dell’assessore Terzi, dell’impegno di alcuni consiglieri regionali, ma prendiamo anche atto che mentre si parla, si litiga e si discute l’iter di autorizzazione va avanti.

Proseguono le rilevazioni e carotaggi sull’area della Vailata, senza che si abbia avuto evidenza che l’anomalia rispetto all’escursione di falda acquifera causata dalle captazioni dei cantieri Brebemi (che abbiamo segnalato ad inizio anno) sia stata presa in carico. Chiediamo una cosa precisa, alla luce delle posizioni e delle dichiarazioni: si fermi l’iter d’autorizzazione. Se si considerano oggettivi e fondati i motivi di chi si oppone, se ne traggano le dovute conseguenze: le parole non servono, servono i fatti.

Inoltre è stata presentata la proposta di modifica della Legge Regionale in materia di smaltimento del cemento–amianto promossa dalle amministrazioni comunali di alcuni Comuni della Bassa. A parole son tutti d’accordo (e non solo a livello locale), partiti, amministrazioni, politici. Bene! ma un così grande consenso richiede, per esser creduto, che la proposta venga approvata in breve tempo in Consiglio regionale, magari con qualche segnale positivo da parte della Provincia e con l’impegno diretto dei consiglieri regionali eletti in Provincia. Se si vuole infatti, rispettare il Pral (Piano Regionale per lo smaltimento dell’amianto ) che prevede il trattamento e lo smaltimento dell’amianto presente in Lombardia entro il 2015, occorre che la localizzazione e l’iter d’autorizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento siano individuati con criteri certi ed in condivisione con i cittadini e gli Enti Locali. Occorre che questo avvenga in tempi stretti, evitando gli errori di questi anni , con impianti e discariche contestati da Enti Locali, ambientalisti e quasi sempre sotto sequestro da parte della ,agistratura per mala gestione o falsificazione dei dati durante l’iter d’autorizzazione (vedi Brescia, Montichiari, Cappella Cantone).

Da ultimo la questione Sabb-Team: a Treviglio un passo in avanti lo si è fatto, bocciando il bilancio Sabb. Ora c’è un rinnovo di cariche nell’ambito della costituzione di G.Eco, la nuova società che ingloba Sabb, ma l’uscita da Team resta un argomento tabù. Il rinnovamento non passa da questo argomento. Anzi dichiarazioni dei maggiorenti provinciali di tutti i partiti lasciano intravedere che l’argomento non è all’ordine del giorno. Saremo inopportuni e fors’anche politicamente scorretti, ma la questione per noi (e per chi usa il buon senso ) è centrale per l’autorizzazione della discarica. Se Sabb esce da Team, si toglie ogni paravento di utilità pubblica a questo progetto di discarica. Poniamo quindi ai partiti ed alle amministrazioni impegnate nel rinnovo delle cariche in Geco/Sabb, una ben precisa domanda: siete favorevoli o contrari a valutare i modi ed i tempi per l’uscita di Sabb da Team?

Il valore di una società pubblica si valuta non nella capacità di far profitti cavalcando la speculazione di turno (in questo caso la discarica della Vailata), ma nella individuazione di una politica industriale che sappia offrire servizi efficienti e di qualità alla comunità ed ampliare l’offerta delle attività societarie, guardando alle energie rinnovabili ed al recupero e riciclo dei rifiuti. In altre parole il rinnovamento delle cariche deve portare a una nuova politica industriale. Ci auguriamo che queste nostre richieste vengano raccolte da chi amministra e decide e arrivino finalmente risposte concrete. Di fatto ne va della credibilità della politica e delle istituzioni.

Lorenzo Rota
presidente Legambiente Bassa Bergamasca

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