iscrizionenewslettergif
Cultura

Film recensione: “ll grande Gatsby”

Di Redazione21 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il grande Gatsby

Il grande Gatsby

Cannes 2013. Il film di apertura della 66esima edizione del festival di Cannes è un film da ascoltare più che da vedere. Esce in sala “Il Grande Gatsby” quarto adattamento per il grande schermo del romanzo di F. Scott Fitzgerald.

Ad indossare gli eleganti capi di Jay Gatsby è il 38enne Leonardo DiCaprio, diretto dal regista australiano Baz Luhrmann, sorprendente con Moulin Rouge e prima ancora con il visionario “Romeo + Jiuliet”, ma che delude con una trasposizione postmoderna, lontana dalle atmosfere struggenti del romanzo. Uno stile visivo che straborda in una miscela di musica pop. Negli Stati Uniti il pubblico lo ha accolto molto bene, mentre la critica americana e festivaliera, freddamente.

La voce narrante del film è lo scrittore Nick Carraway (interpretato da Tobey Maguire), una sorta di alter ego dello stesso Fitzgerald. Carraway giunto a New York, affitta una casa a Long Island vicino alla opulenta villa del ricco Gatsby. Un uomo misterioso, dallo stile unico, sempre sorridente e con un passato fatto di storie incredibili e inventate. Nella realtà, si è arricchito con il crimine e investimenti illegali. Nick è ammaliato dalla sua figura “una sensibilità superiore alle promesse che la vita offre…..una straordinaria dote di speranza…come non ho mai trovato in nessun altro e che credo non troverò mai” e dal suo ambizioso sogno: “credeva nella luce verde, nell’amore incorruttibile”.

Leo DiCaprio è entrato nei panni del protagonista “commuovendosi per un uomo – dichiara l’attore – che potrebbe essere il padrone del nuovo mondo eppure trova la sua massima gioia nel guardare una piccola luce verde” che intravede al di là della baita e che lo separa dalla villa dove vive il suo perduto amore, la capricciosa Daisy Buchanan (Carey Mulligan). Tutto quello che ha fatto, fin a quel momento, è stato fatto unicamente per riportare indietro “la ragazza dorata” antico amore mai sopito.

“Gatsby è la manifestazione del sogno americano, di tutto ciò che puoi diventare – racconta DiCaprio – ed è un romantico perso. Rileggendo il libro mi sono però reso conto che è una storia che trascende il tempo, quasi profetica: negli eccessi e nei soldi c’era già il segno della decadenza e del crollo di Wall Street”.

Il romanzo, ambientato nella New York degli anni Venti, anticiperà la crisi del 1929 e le ambiguità del sogno americano. Un epoca dissoluta e ricca. Un Gatsby a tutto pop, con una colonna sonora contaminata – miscela di jazz e pop – affidata a Beyoncè,  Jay Z, Lana Del Rey, Florence + The Machine e Bryan Ferry. Ad aumentare l’atmosfera barocca un patinato 3 D che, francamente, poteva essere eliminato. Un film carico, nella prima parte, di una forza orgiastica e di scenografie graffianti che invadono senza emozionare, mentre – nella seconda parte – quel distacco narrativo si sente molto meno e il regista ci restituisce l’incanto delle pagine del libro con le suadenti parole del Grande Fitzgerald affidate al suo alter ego Nick.

Paola Medori

Salone del Libro: anno da record

Edizione da record per la ventiseiesima edizione del Salone del Libro di Torino. Oltre 329 mila ...

Milano: tagli per la stagione della Scala

La crisi ha colpito anche La Scala di Milano che nella prossima stagione ha ridotto ...